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album Domani - Tōru - Tōru

recensione Tōru Domani - Tōru

Artist First 2020 - Cantautore, Indie, Alternativo

RECENSIONE
13/02/2020

Tōru, al secolo Elia Vitarelli, mette da parte le sonorità più spigolose dei suoi Fiori di Hiroshima e si racchiude nell’intima dimensione cantautorale con questo progetto solista, il cui primo album si compone di dieci pezzi che riflettono sul passato e sul presente per guardare con ottimismo al “Domani” del titolo.

Canzone dopo canzone, il disco del cantautore toscano narra una giornata immaginaria, che si inaugura con le paure, le paranoie e i tormenti dei protagonisti (“vorrei saper cos’è che non va in me che mi fa sentire solo e non più libero” dall’opening track “Soli”) e procede costruendo una storia introspettiva che al tempo stesso rispecchia i pensieri di un’intera generazione spaventata dal futuro. L’esigenza di andare avanti è però più forte di qualunque paura (“resisti con me” canta il nostro in “Rimini”, e “ho bisogno di ricordare che c’è alternativa alla morte” in “Stanza”) e armati di una lucidità che non rinuncia alla speranza (“le lacrime che verserai non le riavrai mai, perciò ora stenditi qua e sogna”, sono alcuni versi tratti da “Il vento”, uno dei pezzi migliori del combo) i protagonisti ritrovano la forza di credere che poiché “ogni fine è sempre un inizio […]il cielo grigio tornerà blu”, dalla title-track con cui si chiude l’album.

Una scrittura appassionata, talvolta più ispirata e altre più derivativa, con arrangiamenti eleganti che enfatizzano ora le lezioni di Lucio Battisti (“Soli”), ora quelle di Dario Brunori (“A testa bassa”) o Fabrizio Moro (“Il vento”, il cui giro di basso finale è anche un chiaro omaggio a “Come Together” dei Beatles) suggellando un disco coerente e ambizioso.

 

Tracklist

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