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album Bestiario d'amore - Vinicio Capossela

recensione Vinicio Capossela Bestiario d'amore

2020 - Cantautore, Folk

RECENSIONE
14/02/2020

Il 1972 dava i natali a Valerio Mastandrea, nel 2005, invece, nasceva Youtube. A trenta anni di distanza da All'una e trentacinque circa, il suo primo album ufficiale, Vinicio Capossela opta ancora per San Valentino come data di pubblicazione del suo ultimo lavoro.

Il termine medioevo, al giorno d’oggi, viene spesso utilizzato per indicare distanza da certe posizioni ideologiche, generalmente destrorse e fradice di reticenze cattoliche, ostili alle culture femministe, LGBT e a tante altre tematiche importanti. L’umanità, perpetuando la sua illusione hegeliana di progresso, sta in realtà regredendo un passo alla volta. Il tema portante di Ballate per uomini e bestie: la peste dei giorni moderni non si manifesta con i bubboni ma colpisce ogni strato della società.

Capossela lavora per concept, lo sappiamo, perché quindi non includere questa manciata di canzoni nell’album di poco precedente? Tutto mi sarei aspettato dall’autore “irpino” fuor che un ep di questa portata. Il Bestiario d’amore sta alle Ballate come Better Call Saul sta a Breaking Bad, ne rappresenta lo spin-off, o, se volessimo usare un linguaggio più consono, il feuilleton.

E, a essere sinceri, di album non si tratta. Potremmo addirittura azzardarci ad affermare che, di tutti i suoi lavori, il Bestiario sia quello cui la musica svolge il ruolo più importante, non relegandosi a mera accompagnatrice delle parole ma divenendo essa stessa immagine. Il Bestiario è un vero e proprio componimento per orchestra e pianoforte, un’impresa mai realizzata da Capossela, che prende spunto dalla Ballate per evolvere in una direzione estremamente differente, a metà tra un disco e una piecè teatrale.

Un lavoro che trae ispirazione dai manoscritti duecenteschi dell’erudito francese Richard de Fournival, autore capace di trattare le fantastiche illustrazioni dei bestiari animali con un’analisi metodologica delle manifestazioni amorose. Gli animali sono allegorie di un amore ben diverso, gli istinti più profondi comportano l’umanizzazione della bestia, tal volta, la bestializzazione dell’uomo. San Valentino è la festa dell’amor precostituito, la reticenza culturale dell’amore occidentale. La scienza inesatta del bestiario suona ancora attuale, l’istinto, pur affievolito dalle mode resiste al passare dei secoli. Una propensione che Capossela aveva denotato sin dai tempi di Corvo Torvo, rielaborando questi topoi secondo un’estetica cavalleresca che raggiunge il culmine nell’omonima title track, più che un brano di dieci minuti, un vero e proprio racconto trobadorico.

Come diceva il Boccaccio “in epoca di pestilenze sentiamo la necessità di cantare l’amor”.

Tracklist

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