23/12/2005

Sazietà. Non appagamento, soddisfazione, pienezza. Direi proprio sazietà.

"Le Cose Da Evitare" fa tornare alla mente esperienze musicali diverse. Somiglianze non prive di gusto e valore. Come se la band, mediante citazioni non proprio esplicite, avesse voluto omaggiare i propri autori preferiti.

In "La Cenere Addosso" e nel chorus di "Fuliggine" ritrovo espressioni musicali vicine a Carmen Consoli e Marco Parente. In "Qualcosa Che Rimane" incontro invece quella enunciazione, quel quasi recitare che fa tanto Emidio Clementi. Ancora, la settima traccia, "Cris", offre urla straziate alla Godano de "Il Vile" e "Il Naufragio". Ne deriva un sound composito, ricco di feedback, loop, chitarre distorte e nervose, basso incalzante e percussioni ossessive.

Da segnalare inoltre il valore dei testi: frutto di una scrittura incisiva e ricca di immagini. Esemplare la già citata "Qualcosa Che Rimane, che recita: “Karen si scusa con gli altri e se ne va…/ avrebbe voluto sembrare almeno divertente./Come lo scrosciare della pioggia ad Agosto/ con distratta meticolosità Karen si prepara/ i nervi a pezzi per una tensione che sa di quotidianità…/ Desidera l’amore in modo un po’ speciale/ come colpevole di desiderare tutto ciò che di puro ma egoista immagina”. Degne di nota anche "Errore #2" e "La Cenere Addosso".

Di volta in volta Il vortice assume identità differenti, interpretando piuttosto bene ognuna di esse. L’impressione derivante però è che la band non abbia ben chiara la propria, di identità. O forse questa sta proprio in quella estrema varietà di cui è espressione. Forse. In ogni caso non riesco a liberarmi da quella sensazione di sazietà di cui sopra. E non è proprio piacevole.

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La recensione Il Vortice - Recensione - Le Cose Da Evitare di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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