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album Secret Inner Lights - queenlizard

recensione queenlizard Secret Inner Lights

2019 - Rock, Indie, Shoegaze

RECENSIONE
12/03/2020

I Queen Lizard sono speciali. Sanno pestare duro ("contro il muro... Alla rinfusa, senza una scusa", ciao Freak, già sei anni), sanno incantare con una sorta di shoegaze abbozzato, ma non manca loro l'intuizione pop, quella da singolone che si canta a memoria al concerto.

"Secret Inner Lights" non pare un disco d'esordio. Undici canzoni spesse, stratificate, pensate molto bene e realizzate con un misto di consapevolezza e leggerezza. Non superficialità, ma una leggerezza che fa arrivare a segno anche dei colpi che non erano partiti alla grande. Ci tengono a come attacca una canzone i Queen Lizard. Che sia un riff di basso distorto e ringhiante, un ingresso cattivo di tutta la band, o un'eco di chitarra in arrivo. Sanno come catturare l'attenzione, farci fermare ad ascoltare tutto, con attenzione. Ma non per altro, perchè ne vale la pena.

L'impianto sonoro non è per niente innovativo, ma gira tutto bene, alla grande. Mastichiamo un rock che pesca da diverse fonti per ispirarsi. Le vibrazioni sono figlie principalmente della fine degli anni '80 e dei suoi strascichi malinconici del decennio successivo. Dinamici post-punk, ingombranti con muri di suono inattraversabili, ma pronti a sfoggiare anche un'insolito accenno di sorriso, forse una paresi, tant'è che ci si diverte; i Queen Lizard ci portano in una vasta audioteca con un'incontenibile entusiasmo; ci trasmettono tanta voglia di suonare. 

Alla fine dell'ascolto però mi assale un dubbio, che forse non è nemmeno troppo necessario. È come se ci fossero troppe strade senza un focus ben chiaro. Tre anime del genere possono convivere? Forse no, date le sonorità molto diverse tra loro, magari troppo. Ma forse sì, trattandosi di un calderone culturale comune. In fin dei conti è bello sentire che i Cucteau Twins si sono presi una birra coi Sonic Youth e Alanis Morrisette ("Mirrors" non può essere un po' la versione ligure di "Ironic"?).

I Queen Lizard sono nostalgici certo, ma in un modo irresistibile. Si sprofonda volentieri nel loro ethereal wave, senza rimpianti. C'è una bella cura anche per l'estetica della cover. Felice Casorati con la sua "Bambina che gioca su un tappeto rosso". Ci azzecca qualcosa? Non lo so, ma si colloca perfettamente in questa aura lattiginosa, sicuramente stimolante e piena di cultura. Bella musica e consapevolezza, due ingredienti che raramente falliscono.

Segnalo la traccia di chiusura, "Flood Day", un pezzo sull'alluvione di Chiavari del novembre 2014. Sentito, potente. Pioviamo dentro. 

 

 

Tracklist

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