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album Superspleen vol.1 - Non Voglio che ClaraIn evidenza
RECENSIONE
06/03/2020

Che poi, alla fine, è tutto qui, da Proust naturalmente ma passando anche per Baudelaire e financo a Ovidio o al più domestico Pasolini dell'incipit de I ragazzi di vita (Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s’era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare): l'estate o comunque il tempo sospeso delle vacanze, della malattia (non grave) e dell'isolamento auto-imposto sono sempre fervidi nel mondo dell'arte in generale. Ecco da qui, da pezzi come Liquirizia ad esempio, dove pare proprio che si colga il sapore, l'esatta sfumatura di gusto di una stagione, non tanto temporale quanto sentimentale, che i Non Voglio Clara partono e ci conducono per mano attraverso Superspleen vol.1.

Qualche tempo fa li abbiamo intervistati e in quella chiacchierata è emerso la differenza tra tempo utile e tempo necessario. In tal senso i cinque anni intercorsi tra il precedente disco e questo erano, per davvero, la cesura temporale necessaria  affinché ne i Non Voglio Che Clara germogliassero i semi che li hanno portati a Superspleen vol.1.

Questo album è ricco, anzi ricchissimo di spunti ma è, in fondo, governato da pochi elementi, anzi vogliano usare ancora una una volta la parola sentimenti: c'è un pizzico di nostalgia certo, un po' di gusto per il passato non fine a se stesso ma come recupero di una memoria interna, anzi intima e poi lo spleen giustappunto, quel sentimento portato in auge, guarda caso, da quel Baudelaire che avevamo citato all'inizio.

Ed ecco allora che tutto torna, tutto si ricollega, tutto risuona nelle liriche dolce-amare (esatto, come la liquirizia) dei Non Voglio Che Clara e dei loro strumenti un po' vintage ma anche tanto caldi. Bene questo è un disco scritto insieme, senza ombra di dubbio, proprio come ci hanno detto loro stessi: Siamo partiti con l’idea di fare un disco analogico non come macchine ma come persone, un disco da suonare assieme

E quindi, la somma dei Non Voglio Che Clara, come ci insegna la gestalt, è più delle loro singole parti e ci consegna un disco potente, di pop italiano purissimo, cristallino e perfettamente cesellato, con canzoni profonde eppure leggere, riecheggianti ricordi passati ma con il cuore proiettato, anzi gettato verso il futuro. Proprio come l'estate: quella stagione del cuore che tutti quanti attendiamo e che poi, quando ne siamo immersi, non vediamo l'ora che termini. 

Tracklist

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Commenti (1)
  • Giuseppe Cinà 21 giorni fa

    Ogni album dei NVCC è diverso dall'altro, ma riescono tutti a mantenere uno stile riconoscibile. E riescono tutti a mantenere un livello sempre molto alto.
    Tra i brani ce ne sono molti veramente notevoli. Il ritornello di Ex-factor mi squote qualcosa di inquietante.
    Bravissimi sempre.

    > rispondi a @grafo79
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