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album Catarsi Aiwa Maxibon - PufuletiDisco della settimana
RECENSIONE
06/03/2020

Esistono due modi per essere forti col rap: avere la tecnica oppure avere stile. Poi c'è chi ha sia l'una che l'altra ed è ascrivibile al titolo di MC. Facciamo qui degli esempi, il resto potete leggervelo su Wikipedia: avere la tecnica vuol dire padroneggiare al meglio il fiato, avere un vocabolario ampio, diversi flow e così via. Avere stile vuol dire sapersi imporre con il proprio carisma al microfono, impostare la voce in modo efficace, dire anche le cose più ridicole in modo fico.


Pufuleti è la quintessenza dello stile: tra gorgheggi, riferimenti alle pubblicità dei primi duemila, urla, skit e strofe in tedesco. A volerlo inquadrare per forza, il rapper italo-tedesco si pone tra Griselda e il lo-fi hip hop mix - Beats to Relax/Study to con un pizzico della genialità del miglior Robertetti.


Catarsi Aiwa Maxibon (e già il titolo da solo è il culto più totale) riprende dove si era interrotto lo scorso Tumbulata, offrendoci un more of the same che non può non convincere chi è rimasto stregato dal gusto e dallo stile di Pufu. Non semplici barre ma "street ciaks di strada" (come li definisce lui stesso in Super Play-Doh).


Non mancano i riferimenti quasi onirici al modo in cui Pufuleti vive l'Italia: si atteggia da G quando è a Roma, al golfo di Napoli quasi non si riconosce e a Genova, proprio non sappiamo perché, non intende tornarci. Non sappiamo ancora nulla dell'assedio di Vanessa, né di chi sia Vanessa né di quanto è contenta dell'assedio ed è di questa morbosa fantasia di cui le rime di Pufuleti sono intrise che nutrono il suo personaggio - visionario, onirico, strampalato.

Nonostante tutto, c'è del metodo nella follia e questo è tanto più evidente quanto a forza di ascolti il senso di tutto sembra dipanarsi: forse è così, forse no, sicuramente non bastano questi undici nuovi brani a dirci tutto quello che vorremo sapere da questa figura tanto insolita del rap italiano.

Tracklist

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