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album Rendez-vous - PriestessIn evidenza

recensione Priestess Rendez-vous

2020 -

RECENSIONE
06/03/2020

Quello di Alessandra Prete è un nome che ci ritroviamo sulla bocca da anni. Prima grande esponente della nuova scena rap femminile (se così si può definire), prima interprete ad accogliere gli endorsement dei più importanti membri della scena. Artista prediletta di Gemitaiz e Madman, pur denotando ottime capacità liriche sin dagli esordi, Priestess sembra non esser mai riuscita a esplodere del tutto, superata (in termini di mera notorietà) prima da Chadia e in seguito da Beba.

Battere il ferro fin che è caldo, così si dice. Entrata nel giro delle ragazze di Porte Venezia, -la creme de la creme della scena rosa italiana- Alessandra decide furbescamente di importare Elodie e Myss Keta nel proprio Ep. Scelta che si rivelerà fondamentale nel proseguimento di questo nuovo percorso d’evoluzione determinando l’abbandono (almeno parziale) delle barre serrate per abbracciare sonorità differenti e più contaminate che lasciano spazio a momenti cantati e influenze elettroniche. Sei brani, tre featuring, tra cui possiamo annoverare anche Gemitaiz, griffati da produzioni eterogenee ma prestigiose (Ombra, PK, Kang Brulèe e Polezsky), capaci di estrapolare una componente diversa dell’artista pugliese: allontanatasi dall’ego trip e dalla fierceness tipica del rap per raccontarsi nella sua sfumatura più umana.

Ci vuole molto più coraggio ad ammettere le proprie debolezze. Rendez-vous è un album che parla d’amore e lo racconta in 6 diverse sfaccettature, ed è l’Ep di Alessandra ancora prima che di Priestess. Brava.

Tracklist

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