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album Fiori Recisi IL SILENZIO DELLE VERGINI

recensione IL SILENZIO DELLE VERGINI Fiori Recisi

I Dischi del Minollo / Audioglobe 2020 - Psichedelia, Post-Rock, Shoegaze

RECENSIONE
23/04/2020

"Fiori Recisi". Questo è il nome del nuovo lavoro de Il Silenzio delle Vergini. Suona come un album musicale, ma risulta più un album fotografico. Ogni canzone è uno scatto preciso, individuale; una porzione di vita, recisa appunto, come un fiore, per essere collocata in questa raccolta preziosa, in questa antologia. Sono scatti abbastanza diversi, ma dove si vede sempre e comunque la mano dello stello fotografo. Gli stessi giochi di luce usati in più modi, alla ricerca di un'espressività potente e diversificata.

Il Silenzio delle Vergini, originari di Bergamo, si erano fatti conoscere nel 2017 con "Colonne sonore per cyborg senza voce", dove già avevano dato prova di un estro visionario violento e disperato. E la disperazione la troviamo anche qui, ma è scandita a sbalzi, con dei chiaro-scuri che colpiscono più a fondo nell'anima. Suonando nell'interstizio che corre tra il post-rock e lo shoegaze, ci offrono lo spettacolo di un giardino martoriato da note pungenti di chitarre distorte e cori femminili, quasi dei canti di sirene, picchi acuti di questo mare.

Sopra questa musica che non lascia spazio a nessun pensiero, arriva a sovrapporsi una seconda anima. I testi, che non sono cantati, ma inserti vocali, così li definisce la band. Sembrano spezzoni audio di film estrapolati semplicemente per suggestionare, ma non è così. Ogni parola è calibrata alla perfezione, e va a costituire il flusso discorsivo e narrativo che ognuno di questi fiori recisi porta con sè.

Minuscoli racconti, ridotti ai minimi termini, ma potentissimi a livello emotivo, per il dramma che si portano dentro. Parole troppo dure da dire a chi si ama, la semplice ricerca di un bambino che sta solitario sopra un albero, per arrivare a un durissimo racconto di una vittima di cyber bullismo che si chiede come si possa essere così cattivi, prima di buttarsi dalla finestra. Dopo aver raschiato il fondo "Il treno dei desideri" ci porta nell'etere, a contemplare lo scorrere incessante del tempo e della vita "su binari infiniti". Tutte le lacrime congelate aspettano soltanto l'outro per sciogliersi libere.

A Il Silenzio delle Vergini diciamo grazie, per questa perla.  

Tracklist

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