Shiva Bakta Save me 2020 - Sperimentale, Psichedelia, Progressive

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Una suite di 40 minuti per raccontare una vita

Save me di Shiva Bakta era, fin da quando ne avevamo sentito parlare, un progetto che ci stava particolarmente a cuore. Un po' perché la psichedelia dolce dell'artista bolognese è da un pezzo che ci piace, un po' perché ci interessava l'idea primigenia attorno a cui ruotava il progetto: creare, suonare e regalarci una suite di circa 40 minuti in cui, letteralmente, si racconta in musica la vita dell'autore.

Molto bello vero? Beh sì, e pure tanto, anche perché Shiva Bakta non ha alcun timore a mostrare ogni lato della sua esistenza, quelli più pesanti, più gravi e più luttuosi, come la malattia della madre, ma anche quelli di gioia pura e incontrollata, come la gravidanza della moglie o la nascita della figlia. In questa quarantina di minuti, che passano senza soluzione di continuità, dal jazz e dal prog alla musica da camera, vi sono (micro) episodi musicali che interpretano il ruolo di capitoli nel libro sonoro di Lidio Chericoni.

Una specie di Neon Genesis Evangelion cantato da Devendra Banhart. Lidio non solo è l' ideatore di Save me, ma ne è anche l'esecutore e arrangiatore, per questo, seppur nella diversità stilistica (c'è anche tanta elettronica per altro) si percepisce quel filo rosso, fortissimo, che lega e tiene insieme l'intera opera: l'esistenza dell'individuo. 

 

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La recensione Save me di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-01-20 15:50:00

COMMENTI (3)

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  • shivabakta 11 mesi Rispondi

    @pons che sofferenza :D

  • pons 11 mesi Rispondi

    @shivabakta ce l'abbiamo fattaaaaa! :-D

  • shivabakta 11 mesi Rispondi

    Grazie, Lorenzo come secondo nome neppure mi dispiace :D