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album Urla, bestemmie, occhi lucidi e pupille dilatate - Fausto Lesto

recensione Fausto Lesto Urla, bestemmie, occhi lucidi e pupille dilatate

2020 - Sperimentale, Elettronico, Alternativo

RECENSIONE
23/05/2020

Follia compositiva. A capofitto nella mente musicale di Fausto Lesto. Ci si sta scomodi, ma è una scomodità che ci piace, che ci trascina in queste strane sabbie mobili prima fredde, poi calde, morbide ma con improvvisi scogli.

Urla, bestemmie, occhi lucidi e pupille dilatate è un lavoro indefinibile. Sfugge a ogni desiderio di classificazione e spesso anche di comprensione. Ed è in questa sua dimensione così fuori dagli schemi che l'EP di Fausto Lesto riesce a conquistarci. In queste otto piccole gemme vediamo schiudersi un vero e proprio immaginario visivo, oltre che uditivo. Il suono molto spesso si fa immagine e si lascia interpretare, facendoci fare il nostro personalissimo viaggio.

Sample, strumenti campionati, parti d'elettronica, tutto va bene per insaporire il disco e fuggire l'horror vacui, forse il vero terrore di Fausto Lesto. I minuti sono pochi, ma gli input tantissimi. Le voci, comprensibili e non, in inglese o italiano, non sviluppano un racconto in modo organico, ma sono brandelli di discorso, talvolta didascalie dei quadri che si trovano in esposizione. E a proposito di didascalie, anche i titoli delle canzoni sono codici indecifrabili. Si va dalla criptica KKK a 1.37:1, rimando a valori di proporzione dell'immagine cinematografica. Un altro notevole riferimento al cinema lo si può apprezzare la traccia finale, Vargtimmen, che porta lo stesso titolo di un pazzesco film di Ingmar Bergman (tradotto in italiano come L'ora del lupo). 

L'unico momento riconducibile a una forma canzone pseudo-canonica si chiama Aloofness e si tratta di un paio di minuti alienati, a spasso tra la flemma di Montag e lo spirito dissacrante di Gioacchino Turù, troncati sul finale dalla sigla-meme della serie tv Curb Your Enthusiasm (quel "directed by Robert B. Weide" divenuto virale su internet). Urla, bestemmie, occhi lucidi e pupille dilatate è una tempesta isterica di riferimenti, divertenti da cercare dappertutto sulla superficie di ognuna delle pietre che compongono questo EP. Una volta prese in mano non c'è granchè da fare se non godersele, come il suo folle autore ha deciso di metterle al mondo: sconclusionate ma incise con precisione chirurgica nella loro follia. Un puzzle dada che si può ricomporre in mille maniere diverse per trovarsi davanti sempre un'immagine diversa, assurda e affascinante.

Tracklist

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