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album Emozioni incomprensibili - Superquark

recensione Superquark Emozioni incomprensibili

Duff Records 2020 - Punk, Hardcore, Punk rock

RECENSIONE
05/06/2020

Dopo l’instabilità iniziale della line-up, i Superquark sembrano aver trovato il proprio assetto definitivo con l’ex batterista Filippo ora in prima linea a districarsi tra voce e chitarra, i due membri fondatori Laerte e Mirko sempre rispettivamente alla chitarra e al basso e l’ex secondo chitarrista Matteo ben inquadrato come macchina da guerra dietro le pelli. Con questa formazione hanno registrato “Emozioni incomprensibili”, che è solo il secondo album in tredici anni di carriera e che prende quindi ovviamente le distanze dal primo lavoro, “Get for ass”, ponendosi, come loro stessi ammettono, come una vera e propria rinascita dalle proprie ceneri. Oltre all’ugola di Filippo, che dà subito un’impronta diversa al sound, l’altra netta differenza rispetto al primo lavoro è infatti la scelta di cantare in lingua madre (nonostante i pezzi siano stati scritti in inglese) e questo, oltre a distinguere la band da tutte quelle che scimmiottano gli americani, rende più immediati e comprensibili i messaggi dei testi.

Le undici tracce che compongono questo nuovo lavoro (dieci canzoni più uno sketch vocale di José Mourinho contro la “prostituzione intellettuale”), come da tradizione rispettano il minutaggio risicato (i pezzi più lunghi durano due minuti e mezzo) e la velocità sfrenata, che vede spesso i tamburi di Matteo far rotolar giù valangate di sassi sui profili ripidi e spigolosi disegnati dagli altri strumenti. Seguendo da vicino gli insegnamenti della tradizione (citano non a torto tra i loro riferimenti Nofx, Lagwagon e No Use For A Name, a cui aggiungerei qualche sguardo ai Bad Religion) la formazione cesenate sa dunque bene come spargere adrenalina fuori dalle casse, e questo traspare soprattutto da pezzi come “Incubo”, “Pensieri e parole” (no, non è una cover) e la title-track.

Tirando le somme, diciamo che con “Emozioni incomprensibili” i Superquark stanno forse cercando di dimostrare che non sono stati delle meteore e che da oggi in poi accompagneranno i nostri poghi più selvaggi. O almeno noi vogliamo crederci.

Tracklist

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