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album I Mortali - SplitDisco della settimana

recensione Split Colapesce / Dimartino I Mortali

2020 - Cantautore, Pop

RECENSIONE
05/06/2020

Sul finire dello scorso anno, ColapesceDimartino hanno annunciato la loro collaborazione pubblicando questa foto assieme a Gianni Morandi, con la didascalia: "Due di queste persone stanno registrando un disco insieme". Per quanto rimanga la curiosità di come sarebbe stato un disco con l’eterno ragazzo di Monghidoro, non possiamo certo lamentarci di questo I Mortali, rilasciato per la 42 Records. Nel corso dei mesi, l'album era stato anticipato dai brani L'ultimo giorno, Adolescenza nera, Rosa e Olindo e la più recente Luna araba: le restanti tracce completano un concept che gira attorno alla vita e alla sua fragilità, "ricordata, meglio di come potevamo fare noi, in modo brutale da un virus che ha posticipato l'uscita di qualche mese", citando lo stesso Colapesce.

Frammenti di mortalità, di quella condizione umana oggettiva che finisce per celebrare la vita per quanto precaria, incontrano un approccio collettivo alla costruzione del suono: l’attitudine alla collaborazione dei due cantautori siciliani ha caratterizzato buona parte delle loro carriere, finendo per diventare il fulcro di questo disco. Dall'omaggio a Piero Ciampi e alle frustrazioni di chi fa della musica un mestiere nella traccia d’apertura Il prossimo semestre, passando per il mito platonico di Cicale, fino a Parole d'acqua e Adolescenza nera, prodotte rispettivamente da Frenetik & Orang3 e Mace, l'intero album si presenta come un cosmo in continua espansione e dai confini poco definiti, con un nucleo tematico robusto e vibrante.

Sintesi perfetta de I Mortali è Luna araba. Il singolo, che vede anche la presenza di Carmen Consoli, inneggia all'adolescenza e all'esistenza di ogni giorno attraverso un mosaico d'immagini della Sicilia. Brano che è uno e trino in quanto l'impostazione da band, a scapito di gerarchie precostituite, vive un amalgama senza sbavature: gli scambi di vocalità tra DiMartino e Colapesce trovano nell'apporto della Cantantessa il valore aggiunto per un pop italiano orgoglioso della sua estetica.

Allegoria degli elementi, con la terra e il mare a condividere il ruolo centrale insieme all'aria: brezze che sfiorano la pelle oppure ossigeno che riempie i polmoni in ritornelli – mai presenti in quantità come adesso, a detta degli artisti stessi – da cantare assieme. Tutto fa pensare a delicati giochi d'equilibrio tra molteplici forze, a partire dal forte contrasto cromatico tra bianco e nero nei vestiti dei due autori in copertina, proseguendo sulle riflessioni tra spinta rock e tenue bel canto, elementi electro e strumentazioni analogiche, impeto e delicatezza. Colapesce e DiMartino, nella loro dimensione totale.

Questo disco può stringere un nodo alla gola e, dopo solo pochi istanti, sollevare l’ascoltatore a qualche centimetro dal suolo. La forza dei mortali è tutta racchiusa nei saliscendi delle emozioni, condensando quindici anni di amicizia e percorsi musicali in questa felicissima esperienza.

Tracklist

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