19/11/2005

La vita, di per sé, è una ribellione al silenzio. In questo ambito la musica sostiene la sovversione ed il cd degli Psychocandy si adatta perfettamente a questa definizione. Traendo ispirazione da “Bleach” dei Nirvana e in genere dal primissimo grunge, duro e arrabbiato, la band pugliese ruba energia all’universo per renderla attraverso una batteria granitica, che trascina e porta il tempo. La registrazione in presa diretta dà al lavoro un volto sporco che va decisamente a loro vantaggio.

Da "Veleno", che ricorda la pacata forza di “Catartica”, si passa con gli altri brani alla destrutturazione di un concetto, si spezza l’unità per dare forma a un intreccio di idee differenti; del resto “Il gusto per la distruzione è un’aspirazione creativa”. Il ritmo del rullante si fa sempre più tagliente, e spesso le chitarre peccano nello stargli dietro, non riuscendo a trovare solidità: sembra quasi che si allontanino piano. Giusta invece la linea vocale che dalla lentezza sofferta si spinge nell’urlo liberatorio, conducendo ciascuna traccia verso la parata finale che sprigiona potenza.

Nel complesso il lavoro, pur presentando qualche passaggio facile e ricorrendo talvolta a “scorciatoie”, risulta coinvolgente e fortemente voluto: la determinazione li porterà certamente a migliorarsi. Per ora, bene così.

P.S. Ho ascoltato il cd in treno. E’ l’unico posto dove i punti di vista si moltiplicano e la musica porta necessariamente a nuove scoperte.

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La recensione Psychocandy [Puglia] - Recensione - Chiusi Dentro di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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