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album Più Della Tua Sola Forma - Roberto Casanovi

recensione Roberto Casanovi Più Della Tua Sola Forma

2020 - Cantautore, Indie, Alternativo

RECENSIONE
20/06/2020

Dopo gli EP “Maree” e “Un’altra stanza” abbiamo imparato a conoscere Roberto Casanovi, che, nonostante il suo cognome, non è uno sciupafemmine divoratore di cioccolato bensì “un cantautore e chitarrista milanese che vede nella composizione sfogo, ricerca e riflessione personale”, come dichiara lui stesso nella sua biografia artistica. Da pochi giorni è uscito “Più della tua sola forma”, il suo terzo EP che consolida l’intima dimensione cantautoriale del nostro in cui fluttua un’anima indie avvolta in un caldo e morbido corpo acustico.

Principalmente con la sua fedele chitarra, Casanovi si racconta questa volta in un lavoro ancora più breve dei precedenti: una decina di minuti suddivisi in cinque tracce di cui una, “Un cowboy resta un cowboy”, è quasi un pensiero ad alta voce (“alta” per modo di dire) che cerca di rispondere ai dubbi espressi prima di tutto nella title-track che apre il disco – in cui Casanovi in meno di un minuto e mezzo si chiede appunto “se un cowboy resta un cowboy anche tolto il cappello e gli speroni” – ma anche nei pezzi successivi, in cui le domande e le riflessioni ruotano sempre intorno a ciò che si è veramente, al di fuori degli abiti, delle maschere o delle personalità che si indossano. Brano dopo brano, Casanovi sembra raggiungere un’idea finale, una sorta di soluzione, ma più che le risposte quello che conta per lui è il percorso lastricato di intimi ragionamenti che alla fine pongono il nostro di fronte al suo alter ego, quella figura nello specchio che ha i suoi stessi gesti, gli sguardi e tutti quei piccoli dettagli che rendono ciascuno di noi unico (“La mia calligrafia”). D’altra parte, come ci ricorda il titolo di questo lavoro, ognuno di noi è molto più della sua sola forma.

Mettendo a nudo le proprie riflessioni, l’artista sforna un EP delicato e malinconico, che accarezza l’anima. Una nota di merito aggiuntiva va agli artwork di tutti e tre questi primi lavori di Casanovi, grafiche a cura di artiste diverse (in questo caso la copertina è di Silvia Panicali) che riescono ad accompagnare la musica del nostro valorizzandone le suggestioni.

Tracklist

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