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RECENSIONE
22/06/2020

Domeniche di noia ordinaria e gente che continua a chiedersi cosa fare per passare il tempo: io l'ultima mezz'ora l'ho trascorsa in modo nettamente soddisfacente in compagnia dei Moca, band attiva dal 2018 che prova a dare una spallata a questo giugno impigrito pubblicando il proprio debutto discografico, ed “Oplà” arriva l'esordio per La Clinica Dischi / Artist First.

Nove canzoni a comporre l'elaborato complessivo, frutto di sbalzi d'umore, litigi e gioie che caratterizzano una produzione eterogenea ma al tempo stesso compatta, perimetrabile nei canoni di un pop sintentizzato che non abbandona completamente i suoni analogici. La forza di questo ascolto sta proprio nella capacità di fondere in un flusso musicale univoco tante ispirazioni differenti (impossibile non percepire una consistente presenza della canonica influenza cantautorale), esattamente come espresso attraverso la nota esplicativa “l’ordine nel disordine, in una definzione che richiama il primo disco di Cosmo (presente anche sul piano musicale, impossibile non notare simili tra questo disco e gli stilemi artistici del cantautore eporediese).

La band ligure ha confezionato un disco dove tutte le tracce tengono botta con efficacia, ed è praticamente impossibile distinguere tra i singoli promozionali ed i restanti brani; complice una performance in studio convincente da parte di tutti gli elementi coinvolti, “Oplà” squarcia la monotonia forte di una buona impronta artistica, decisamente rara per un'opera prima. Da (ri)ascoltare con piacere perché è davvero un bel colpo.

Tracklist

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