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album SECOND - AVG

recensione AVG SECOND

2020 - Electro

RECENSIONE
14/08/2020

Fra i vari nomi utilizzati dal producer, artista visuale e digitale dietro al progetto ‘The Rabbit’, vero nome non pervenuto, c’è quello scelto per figurare su ‘Second’: AVG, che può stare per l’abbreviazione della parola average, cioè comune, nella media. È un monicker che in realtà si sposa abbastanza bene con lei sei tracce di questo lavoro (sette con una extended version, otto con la ghost track), e non è detto che sia necessariamente un male. Cassa rigorosamente in quattro, arpeggi trance e tastiere house, gorgoglii dubstep e lead squillanti, c’è un po’ tutto l’armamentario di certa elettronica degli ultimi decenni, presentato senza particolari sorprese e grosse deviazioni rispetto al canone, con una produzione senza effetti speciali ma nitida. Dove AVG si prende qualche libertà in più e con la struttura di alcuni di brani,in particolare Bionic e Mesmeric, ma anche Alien+Ghost track. Si tratta di semi-suite a metà fra progressive trance ed electro, con qualche sfumatura french touch, che rappresentano un buon compromesso fra ballabilità e variazioni. Pezzi così lunghi vanno ben dosati in una tracklist e qui ce ne sono più che abbastanza, ma in episodi come Bionic e Alien+Ghost track (più debole, invece, Mesmeric) forse c’è quella scintilla che manca nelle produzioni meno ambiziose di AVG. La pista, insomma, per provare a fare qualcosa di molto meno average e più fuori dal comune.

Tracklist

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