02/12/2005

Sembrano prendersi poco sul serio questi The Clock. Sembrano dire: che ci frega del male di vivere? I problemi. I drammi privati. L’introspezione. Cosa sono?

Sembrano ignorare gli aspetti grigi della quotidianità . O meglio: sembrano affrontare il tutto con un pizzico di spensieratezza.

Ciò potrebbe portare a pensare che i The Clock si spingano oltre, arrivando a trattare le tematiche in questione con ironia. Ma questa facile deduzione non trova conferma alcuna nei testi: nessuna risatina strozzata, nessuna derisione. Al contrario quello che ci comunicano le tre tracce del demo è puro sentimentalismo pop.

La visione della propria “amata” impera. In "Circondami Di Te", Francesco Perzico esordisce con un non poco scontato “miele dolce come te”, fino ad un refrain che recita “circondami di te/ come sai fare tu/ inondami se puoi/ come una stella tu sei”. Nella seconda traccia possiamo sentire parole come “porto con me/ il tuo abito rosso da sera/ non mi manchi tu/ mi manca il tuo stare a parlare”, espressioni estremamente semplici, talvolta più incisive di altre. E infatti è proprio nella leggerezza (o nella finta leggerezza) del demo a risiedere la sua forza. I brani scorrono. Sono fluidi. Non annoiano. Francesco Perzico, Marco Biello e Salvatore Elefante si dimostrano proprio abili nel catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Un sound caratterizzato da riff essenziali e ritmo ben calibrato. Molto Strokes e simili: sembra quasi di sentirli nell’introe nel refrain della prima traccia, come anche in "Paura del buio". Unica eccezione "Dove vuoi": lontana dal sound made in NYC, ma allo stesso modo apprezzabile.

Sostanzialmente un demo pop rock. Davvero. Davvero piacevole.

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La recensione The Clock - Recensione - s/t di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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