24/03/1997 di Marco 'Joe' Giovannelli

Questo è il terzo CD del giovane cantautore romano, conosciuto dal grande pubblico dopo la sua discussa apparizione al Festival di San Remo del 1995. All'apertura della confezione abbiamo già una prima sorpresa: infatti questa, opportunamente "montata" prende la forma di un cubo, o meglio di un grande dado. Subito dopo ci si accorge anche della presenza di due CD, chiamati Lato A e Lato B, il primo nero mentre l'altro rosso.

Il dado ha un significato ben preciso: sebbene abbia una forma geometrica ben definita, e possa dare un idea di perfezione, di precisione, di sicurezza, d'altro lato questo esprime un senso di incertezza, possibilità, improvvisazione. Ed è proprio questa sensazione che accomuna canzoni come "La bomba", "Il dado", o "Samantha".

Ad un primo ascolto sicuramente si può venir spiazzati soprattutto dai testi, che spesso e volentieri contengono parti anche scritte in inglese o in francese, ma che soprattutto sono molto ermetici e metaforici, toccando argomenti che spaziano dall'amore ("Un giorno lontano"), alla politica ("Cohiba", che narra di Che Guevara), dalla società di oggi ("La bomba"), alla voglia di viaggiare ("Me fece mele a chepa") o di fuggire ("Strade di Francia" o "Olanda").

Anche per quanto riguarda le musiche la varietà è molto ampia, e questa è una apprezzata caratteristica del cantautore romano. Infatti sono presenti pezzi rock, rap, pop, classici, anni '60; ci si trova ad ascoltare brani con molti suoni campionati e con strumenti quali l'Hammond o i fiati, oppure altri suonati solo con la chitarra classica, magari registrati e mixati alla buona a casa Silvestri (!!!). E sì, perchè sul Lato B, molte canzoni sono nate e subito registrate da Daniele così, senza troppi fronzoli, dotandoli di una certa genuinità. Non deve sorprendere, quindi, la presenza di brani un po' più grezzi degli altri, o magari slegati dal filo conduttore del disco, perchè del resto il secondo CD è "un di più".

Gli arrangiamenti poi sono molto curati (quando ci sono...vedi sopra), come del resto ci aveva già abituati.

In conclusione direi che è un gran bel disco, che spiazzerà sicuramente chi non conosce Daniele Silvestri, e forse a un primo ascolto anche i suoi fans, ma che, una volta assimilato e compreso, potrà rappresentare una piacevole sorpresa.

Non è un disco per tutti, e non è un disco da ascoltare senza attenzione, perchè così facendo si perderebbero tutti i particolari e le sue sfumature. Consigliato a chi ascolta musica d'autore e a chi vuole ascoltare un disco che esce dagli schemi, dalla routine musicale degli ultimi tempi.

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