< PRECEDENTE <
RECENSIONE
05/03/2006

Il cd disegnato come un 45 giri rende selector chiunque, è figo. Troppo figo. Per chi volesse sentirsi David Rodigan per un istante. Otto musicisti che ricordano al mondo che il reggae lo si suona con la band. E non con i software. Provate a dire a Freddie McGregor che un cd sarà la sua orchestra. Inammissibile. Infatti Retnek e soci si forniscono di batteria, sassofoni, basso, tastiere e chitarre, senza escludere un lavoro digitale ma disegnando note reali, vere. Per gli arrapati di musica nutrizionale, per chi ha sete di parlate politiche o troppo impegnate, forse è il caso di espellere il disco.

Se Cocoa Tea cerca di convincere a non versare altro sangue per il petrolio in “No Blood For Oil”, i Michelangelo Buonarroti sono più spensierati, sereni senza crollare nella banale mediocrità. Il rischio c’era. Quindi ascoltatelo solo se non v’intimorite dell’approccio idilliaco e poco pragmatico alla vita, senza precipitare nei luoghi comuni cercando di essere facili a capirsi. “Cose Che Vedi” e “Un’Altra Possibilità” si srotolano su un beat simil-reggae ma con un Retnek tiromancinizzato, ed approssimarsi al modo di cantare di Zampaglione non sempre è un elogio. Forse è questa la triste nota, se proprio deve essercene una. Il disco non fa musica troppo originale e sconosciuta. Chi ascolta “Leggero” penserà che sia il nuovo degli Africa Unite.

Per il resto gira bene. Il reggae italiano, parecchio oppresso, è tratteggiato benissimo in questo album che passa dal new-roots al reggae più classico, con accelerazioni e metriche ragga o ska fino a serrarsi in un osservazione dub. Il nigeriano T-Mike incendia la numero due “Non C’è” e “Mira Al Cuore” ma anche i salentini Working Vibes dicono bene contro i finti padroni in uno skit a metà del viaggio che sfuma poco dopo il minuto ma che non passa inosservato. Fuori dai probabili singoli radiofonici l’album brucia in due canzoni che svelano la positività, notevole e affascinante, di questo lavoro: “Spiritual Love” con Tom Phillips Bangura, ska puro, attempato, degno dei migliori episodi foundation del genere. E poi la quattordici. Se avete mai apprezzato il reggae, qui il disco si fa vostro. “Love and hate can never be friends -Oh no, oh no -Here I come with love…”: Sister E canta le strofe e poi resta sui cori mentre Retnek riedita, modificandolo un pò, questo pezzo di Dennis Brown.

Che arrivi in radio o no, che muova le dancehall o no, “Cose Che Vedi” è un punto superiore alla media del reggae italiano. Ditelo in giro.

Tracklist

Ascolta su: Apple Music Amazon Music Tidal
00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    Chi ha letto questa recensione ha visto anche:
    > PROSSIMA >
    Pannello

    TOP IT

    La top it è la classifica che mostra le band più seguite negli ultimi 30 giorni su Rockit.

    vedi tutti

    ULTIMI ALBUM

    Gli ultimi album con ascolti caricati dagli utenti.

    vedi tutti
    Cerca tra gli articoli di Rockit, gli utenti, le schede band, le location e gli operatori musicali italiani