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RECENSIONE
28/12/2005

A voler usare le loro parole si dovrebbe dire: "ecco a voi 'Federico Tre E Il Destino Infausto': Punk-rock opera tragicomica in due atti!". Ma, più prosaicamente, e per evitare rischi di "apnea", il tutto si può tradurre con la nuova incursione discografica dei Pay.

Di che si tratta? Album di 18 canzoni (ma il lettore vi si fermerà alla track numero 33), narra le vicissitudini patite, a causa delle ingerenze del perfido dittatore Federico Tre, dai cittadini di un piccolo e sperduto villaggio. Amori, uomini che resistono, spacciatori improbabili, marinai russi, diavoli, ed un eroe armato di freccia: storie condite da sfrontata ed irriverente ironia ed allestite con accattivanti sonorità punk rock.

Un "concept album", quindi, anche se decisamente ante litteram, visto che i suoi tasselli sono piacevolmente ascoltabili anche singolarmente, a prescindere dal reale canovaccio narrativo. Prova ne siano "Un Mondo Nuovo", "Bienvenido", "Che Strazio" ("Ci sono gerarchie da rispettare. Federico sta al veritce e voi non siete nessuno. Per elevare il vostro stato d'inutilità potete solo servirlo", un bel passaggio) e l'ubriacante "Outro", brani brillanti ed originali che si dipanano tra bordate sonore, ritmiche pungenti ed accattivanti ingerenze pop-ska-folk.

Il tutto, poi, è arricchito dalla presenza di ospiti del calibro di Roberto "Freak" Antoni (alias Federico Tre), Alberto Camerini (Dott. Feelgood) e Olly degli Shandon (il servitore di Federico Tre): artisti la cui creatività e attitudine non ha certo bisogno di essere rimarcata.

Se dovessi continuare con i miei pensieri direi: disco insolente, atipico, sfacciato… Ma, più prosaicamente e per evitare di annoiarvi, mi limito, se avete bisogno di una parentesi di "lucida sconsideratezza", soltanto a consigliarvelo.

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