31/01/2006

Delle volte capita di incontrare un gruppo. Un cantante. Bravo. Non famoso (nel qual caso il mio discorso sarebbe facilmente confutabile), ma noto, in crescita. E questo stesso cantante, se avvicinato, si rivela affabile. O, secondo un’espressione di uso comune: “alla mano”.

Quale gioia, soddisfazione, nel constatare come una persona che potrebbe “tirarsela” invece non lo fa. E dopo, quando si torna a casa, la serata appare ancora più preziosa. Grazie a quella piccola dose di umanità. Pura e semplice, normalissima umanità.

Altre volte accade il contrario. Forse troppo spesso. Ma può capitare di imbattersi in gruppi poco conosciuti, se non proprio sconosciuti, nei quali è facilmente riscontrabile un’alta dose di superbia. Spocchia. Fighettagine (se mai dovesse esistere una parola di questo tipo). E tali caratteristiche non fanno altro che rendere sgradevole chi le possiede. Portando a sviluppare un’avversione verso i soggetti in questione.

Questa premessa per dire che gli Smell of Trees potrebbero rientrare nell’ultima categoria. Anche se, sinceramente, spero di sbagliarmi. Preferisco pensare che la loro premura, insistenza, (spesso vicina alla pesantezza) sia stata motivata dalla voglia di farsi conoscere. Di avere quanta più luce possibile. E subito.

Lo spero proprio. Perché, a parer mio, gli Smell of Trees hanno tutte le caratteristiche necessarie per entrare nel regno della notorietà. Una notorietà fatta di qualità. E il pensiero di un gruppo valido, ma umanamente discutibile, non può far altro che rattristarmi.

In questo primo demo il gruppo toscano dimostra un certo stile. Per lo meno nelle scelte: più che azzeccate dal punto di vista merceologico. Chiamando in causa la regina del pop Britney Spears, gli Smell of Trees assumono un atteggiamento ambiguo. A tratti affascinante. Un atteggiamento di amore e odio. Una sorta di ammirazione e al tempo stesso un prendersi gioco quasi impercettibile dell’icona del pop.

Sia chiaro, la loro musica non ha niente a che vedere con Britney. A meno che la Spears non decida di dare una nuova impronta, prettamente alternative rock, alle proprie produzioni future. Ma è sempre lei ad apparire nella quinta traccia: Britney. È sua la voce femminile. Ancora, nell’esaurirsi ed inasprirsi del pezzo, attraverso il crescendo ritmico di basso e batteria, sentiamo un disperato “She sings only for me”, sempre rivolto a lei.

Ma in generale quello che ci si deve aspettare dall’ascolto di The Britney Spears experience è un sound sporco. Ipnotico. Dai richiami grunge. Come il cantato staleyiano di If ends…(threadless way). O come le distorsioni di Dew. A voler fare delle associazioni vengono in mente gli Screaming Trees, ma senza legami troppo stretti. Interessante anche il pezzo di apertura Fiolo: sapiente campionamento di melodie dilatate, lontane dal resto dell’album. Ciò che non convince invece è la traccia finale Blue sleeping grass. Ma non è poi così grave

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La recensione Smell Of Trees - Recensione - The Britney Spears Experience di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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