10/12/2005

Eh sì, figliuoli miei, lo so che v’hanno raccontato che il rock italiano degli anni 80 era solo Litfiba, Cccp e poi nulla. Magari i più bravini fra voi conoscono anche i Negazione. E invece non era così. Ci stava una miriade di gruppi bravi bravi, che rivoltarono con passione e dedizione lo stivale dai calzini. E quasi tutti venivano dalla provincia, in un ribaltamento epocale dei rapporti di forza del rock italiano che è forse il senso più profondo della new wave italiana, con le mille etichette indipendenti che si portò dietro. Il verbo era “noi siamo al centro del mondo come chiunque altro, perché il centro del mondo non esiste più, e quindi nemmeno la provincia non esiste più”, come disse il buon Massimo Zamboni, sintetizzando in poche parole quello che prima di lui aveva fatto il Great Complotto di Pordenone. Ecco, proprio lo stesso facevano – e benissimo – i Not Moving da Piacenza, profonda Val Padana che si ritrovò a incendiare emozioni e fantasie dei kidz italiani e stranieri, perfino d’oltreoceano. Come spiega benissimo il Dvd che accompagna questo cd live, i Not Moving contano tra i loro fans personaggi completamente diversi fra loro come Jello Biafra (Dead Kennedys… uno dei padri dell’hardcore…), Cristiano Godano e Max Pezzali (già, quello). Qualcosa vorrà dire, no?

Ma com’è questo disco? Bello, cazzo: un grezzo e tosto garage punk blues che, come spiega Luca Frazzi nel Dvd, anticipò di un anno i Gun Club. Non poco. I Not Moving non riuscirono mai ad afferrare il treno della popolarità, come fecero per strade diverse Litfiba e Cccp, ma furono il primo gruppo italiano degli anni 80 a suonare internazionale, capace di influenzare e precedere la stessa scena estera. Un risultato che si ripete talmente poco spesso, qui, che già per questo andrebbero venerati con tanto di candelina e santino. Non è solo un cd&dvd nostalgia, questo: è l’annuncio della rentrèe. Cosa saranno in grado di fare, dopo venti anni, lo scopriremo solo vivendo. Però questi animaletti rock’n’roll, che all’epoca scorrazzavano sussultanti per i palchi di mezza Europa finendo anche sugli schermi Rai, non sono stati colle mani in mano in tutti questi anni: il batterista Tony Face ha animato e diretto i Link Quartet, la vocalist Lilith ha prodotto una stimata carriera solista. Magari fanno pure bene.

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