Did A Quid Joy Dismission 2020 - Rock, Psichedelia, Post-Rock

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Lavoro fiume con luci e ombre. Ma le zone piene di lucore sono in maggioranza

Già solo il fatto di proporre un disco con venti tracce di tale profondità e ampiezza sonica è un dato da non sottovalutare. Se poi il lavoro risulta di questa fattura, ottimamente suonato e ben registrato, allora è cosa buona e giusta notificarlo a più riprese. Stiamo parlando di "Joy Dismission" dei Did A Quid, un lavoro che ci è molto piaciuto nonostante qualche punto di debole di troppo. Ma iniziamo con le note positive. Come abbiamo affermato all'inizio della nostra recensione, pezzi quali "Colony" ad esempio sono suonati veramente ma veramente bene. E non stiamo parlando solo dal punto di vista strettamente tecnico o esecutivo ma anche filosofico. Se infatti i Did a Quid si auto-impongono la volontà di recuperare certi stilemi culturali e sonici di certe correnti musicali, allora in pezzi come quello sopracitato il risultato è pienamente centrato.

Ottime vibrazioni anche dal punto di vista della produzione, sempre curata nei dettagli e anche nelle verve di volere innestare un po' di psichedelia nei brani dei Joy Division. Tuttavia proprio qui c'è il piccolo/grande nodo dell'intera operazione. Ovvero per pezzi così famosi e seminali per la storia della musica, ci saremmo aspettati ancora più coraggio e "sana follia" nella loro rivisitazione. Proprio perché la band campana ha dimostrato di esserne capace, spingere ancora di più sulla personalizzazione delle canzoni sarebbe potuta essere una scelta ottima con il risultato di un grandissimo lavoro.

Invece i Did a Quid si sono attestati sul livello "ottimo": comunque niente male, vero?

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La recensione Joy Dismission di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-11-15 00:00:00

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