06/11/2006

“L’incorruttibile bellezza delle distanze nasce dal freddo, dal sentirsi lontani e dal chiudere le porte alle altre persone”: nel definire il proprio lavoro i Mindfield non avrebbero potuto essere più chiari di così. “Lentamente, a piccoli passi […]” giungo in un luogo sconosciuto e, allo stesso tempo, rassicurante; mi ritrovo qui, coinvolta in una sorta di esperienza meditativa collettiva, dove ricerca di se stessi e creazione artistica sembrano convergere. L’introspezione e il raccoglimento definiscono dunque il mood di un concept album dalle atmosfere dilatate.

Un altro aspetto dominante è la circolarità, di suoni, tematiche e della struttura dell’EP; al termine dell’ascolto mi ritrovo infatti nel luogo in cui è iniziato tutto: un ambiente fittizio definito dalla melodia dell’"Intro", ripresa poi dall’"Outro".

Nel mezzo si succedono altri quattro episodi di stampo post-rock (sonorità affini ai Mogwai per essere precisi), fra cui spicca "Prima".

Nel complesso "L’incorruttibile bellezza delle distanze" è un lavoro abbastanza riuscito, anche se, smussando qualcosina qua e là, potrebbe migliorare. Oltre questo, potrebbe essere utile inserire i testi: è un peccato non averli sottomano.

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La recensione Mindfield - Recensione - L'incorruttibile Bellezza Delle Distanze di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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