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RECENSIONE
12/12/2020

My Favourite Colour Is Blue è il titolo del secondo lavoro solista di Jacopo Pausa, eccellente chitarrista bresciano con una passione per i grandi classici del rock.

Il disco si compone di dieci tracce che risentono dell'influenza di alcuni dei più grandi esteti delle sei corde: da Mark Knopfler a Eric Clapton, passando per Stevie Ray Vaughan e B.B. King. Il risultato, ovviamente, non può prescindere da assomigliare pesantemente ad un mix di tutta la storia del rock degli anni d'oro; la domanda quindi sorge spontanea: ce n' era davvero bisogno?

Evidentemente il rock blues nella sua matrice più classica si porta ancora dietro una schiera di eroi che non riescono ad accettare che quei capolavori unici (che ancora oggi, dobbiamo dirlo, influenzano moltissimo praticamente tutta la musica mondiale) sono ormai belli che custoditi nei nostri cuori, in sostanza non ci si aspetta più nulla di nuovo e sorprendente. Lo confermano le varie ondate di revival (qualcuno ha detto Greta Van Fleet?) che, oltre che richiamare sull'attenti vecchi draghi appassionati, non regalano niente di davvero memorabile. Viene spontaneo quindi pensare a questi tentativi come delle pure emulazioni, quasi dei tributi ai grandi del genere. Jacopo Pausa in questo riesce benissimo, partendo dall'hard rock di "I Can't Take No More" (incredibile quanto il riff ricordi quello di "TNT" degli AC/DC), per poi passare al rockabilly sessantino e danzereccio di "So Blue" e arrivare al blues più classico e caldissimo di "Dear Money". Il chitarrista bresciano mette in mostra tutta l' artiglieria pesante, una tecnica ovviamente invidiabile e una struttura dei pezzi che, ricalcando fedelmente i canoni stilistici del genere, riescono ovviamente ad essere leggeri e si lasciano ascoltare volentieri. Tra una "My Blue Little Girl" che ci fa letteralmente viaggiare nel tempo e i virtuosismi  di "Magnetic System" ce ne andiamo lentamente a sprofondare sul divano della nostalgia.

Jacopo Pausa confeziona un disco per appassionati, lo fa bene e senza oltraggiare nessuno. Purtroppo però non aggiunge niente, tira fuori un listone di brani che si portano inevitabilmente dietro tutto  il peso della vecchiaia e degli dèi che hanno dato vita a una delle più grandi epoche musicali di tutti i tempi.

Tracklist

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