Lyre Queer Beauties 2021 - Elettronica, Dark, Alternativo

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Sulle frequenze di un’elettronica umorale si dipana la prima fugace manifestazione di un micromondo personale fatto di tormenti sonici ed esistenziali

È in una tempesta di chiaroscurale ambiguità, alimentata dal dualismo luce/ombra – ma ancor più esattamente da quello natura maschile/natura femminile – che si dipana concettualmente ed emotivamente il debutto su ep di Lyre. Quella congenita contrapposizione che alberga indistintamente in ognuno di noi diventa qui, per vie altrettanto naturali, una destabilizzante contrapposizione anche sul piano musicale laddove violenza ritmica e fragilità vocale si ritrovano a battagliare incessantemente per tutti i 15 minuti abbondanti di questa opera prima.

E dove c’è contrasto, si sa, c’è solitamente bellezza: una bellezza corvina, urticante, sinistra e sensuale al contempo, quella dispensata dall’artista milanese (all’anagrafe Serena Brindisi) attraverso le frequenze di un’elettronica umorale – a tratti quasi cronenberghiana per quella sua commistione di freddezza metallica e carnalità (Embers) – che tanto deve alla scena trip hop bristoliana (Dorothy) e alla fusion 3.0 di FKA Twigs e Arca (Mirrors, Broken Flowers).

Insieme intrigante e perturbante (e artisticamente convincente) come prima fugace manifestazione di un micromondo personale fatto di tormenti sonici ed esistenziali.

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La recensione Queer Beauties di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-01-20 12:47:00

COMMENTI (2)

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  • marchetto 11 mesi Rispondi

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  • lalalala 12 mesi Rispondi

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