Memento MEMENTO NON HA PAURA DEL BUIO 2020 - Lo-Fi, Pop, R&B

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L'ep di debutto di Memento è fatto di pop ibrido e cristallino, frutto di un lavoro meticoloso di ricerca e di influenze che arrivano dal soul, come dall'elettronica. La nuova perla del pop italiano.

L’edificio del nuovo pop italiano sta venendo su nel migliore dei modi. Con calma, un mattone alla volta, settimana dopo settimana, mese dopo mese, la sua crescita sta seguendo le strade migliori che trova davanti a sé. Questo ep di debutto di Memento, portato alla luce da Asian Fake, fotografa alla perfezione il fuoco genuino della musica che ci auguriamo sarà davvero popular negli anni a venire.

Si chiama Memento non ha paura del buio, e già è un gran titolo, più che altro importante. Poi però, sbirciando nei credits, si scopre che un membro degli Afterhours ha suonato –gli archi- in una delle tracce. Potrebbe essere una combinazione voluta, come potrebbe non esserlo. La cosa importante è che Andrea, dal basso dei suoi 18 anni, e dall’alto dell’isteria del contemporaneo, sta già dimostrando di sapere quello che fa. Il progetto è solido, e anche sprovveduto, a giudicare dai tre featuring: Rodrigo D’Erasmo, Brividee e Savhesse.

Il paragone già fatto con Venerus –con i dovuti riguardi- non è per niente errato. Muovendosi sempre nel regno del citazionismo è facile notare l’attacco di percussioni loopate di A Volte Mi Perdo, che non può farci pensare ad altro che a Love Anthem, No.1. Ma, allargandoci un po’, ad avvicinare Vinny e Memento sembra proprio l’attitudine, il lavoro meticoloso di ricerca, che ha un obiettivo molto preciso: creare un pop ibrido e cristallino il più possibile.

Le chitarre, con pochi effetti ed essenziali, fanno da elemento cardine del disco; sono la bussola perfetta per incanalare tutte le energie sul versante malinconico del soul. Le parti di elettronica si inseriscono alla perfezione, senza rovinare l’equilibrio del sound, ma facendoci addirittura intravedere un dancefloor sfocato nella traccia finale, ciliegina techno. Il contrappunto emotivo arriva dalla voce -a volte pulita, altre distorta dagli effetti-, che si muove tra le strofe, ricca di carica espressiva, e con un’insofferenza nei confronti di tutto che trasuda di tramonto dell’adolescenza.

Memento è un danzatore che si muove senza farsi sentire tra gli accordi in settima, il lo-fi arricchito di orpelli, e uno spiccato senso romantico anni ’50. È l‘angelo rasato e senza memoria del pop italiano.

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La recensione MEMENTO NON HA PAURA DEL BUIO di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-12-11 00:28:00

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