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RECENSIONE
19/02/2021

‘I'll be home for Christmas’ è, come è facile intuire, un classico, classicissimo album di Natale. Insomma, con tutte le canzoni d’ordinanza al posto giusto, dai Christmas carol vecchio stile (White Christmas, Santa Claus Is Coming To Town, Silent Night) ai tormentoni più recenti come Last Christmas. Si discute ogni anno del senso degli album di Natale, con la loro rosa di canzoni grossomodo invariata dai tempi di Elvis e saccheggiata a pié sospinto dai vari Micheal Bublé o, più di recente, Mariah Carey. La verità è che non c’è proprio bisogno di risentire ogni anno le stesse canzoni in heavy rotation dalla radio e nei negozi, interpretate più o meno sempre dalle stesse voci di artisti ultra famosi che timbrano un cartellino facile dal valore di vari milioni. Forse, invece, ha molto più senso che con un repertorio classico del genere si sperimentino strumentisti d’esperienza come Roberto Petroli, con una carriera in giro per il mondo alle spalle, collaborazioni con pesi massimi della musica italiana e esperienze sul palco con gente come Chet Baker. Insomma, professionisti che lavorano anche sulle interpretazioni degli standard più classici, in un contesto del tutto diverso da quello delle cover radiofoniche. Il discorso forse non vale tanto per Jingle Bell Rock o White Christmas, ormai davvero troppo inflazionate e difficili da apprezzare con interesse in qualunque versione (per quanto buona), ma vale sicuramente per quella parte del repertorio natalizio a stelle e strisce che più che alla sfera dei canti di Natale appartiene a quella delle canzoni sul Natale, dove spesso la festività è in realtà occasione di sentimenti tutt’altro che gioiosi. Parliamo di classici della canzone americana come Blue Christmas o I’ll be Home for Christmas, portate al successo da Elvis e Bing Crosby, ma anche di classici del jazz come la Christmas Song che è stata di Nat King Cole o Have Yourself A Merry Little Christmas di Frank Sinatra. Sono i pezzi dove il sax di Petroli è più a suo agio, soprattutto nei passaggi più malinconici, sul Natale più blu. Certo, il senso un lavoro del genere è comunque per forza di cose limitato al periodo delle festività. Adesso arriviamo decisamente in ritardo, ma potete conservare tutto per la prossima playlist dicembrina.

Tracklist

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