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RECENSIONE
11/04/2006

I bolzanini Mary’s Jail esordiscono per Load Up records con un disco sostanzialmente inquadrabile nel calderone del post-grunge: chitarre rumorose e chiaroscurali, basso e batteria possenti, una voce che cerca Eddie Vedder e trova Gavin Rossdale o chi per lui.

Suono inequivocabilmente anni '90, ma di quella parte del decennio in cui l'ultima esperienza realmente autentica del rock americano batteva tristemente in ritirata, lasciando dietro di sé una scia di epigoni più o meno deprimenti. Inevitabile quindi, pur riconoscendo un'onestà di fondo che li rende credibili, imputare ai Mary’s jail un ritardo sostanziale che non lascia immaginare sviluppi particolarmente intriganti.

Appelliamoci alla giovane età del gruppo e al palese entusiasmo, nulla è perduto, ma sarebbe forse il caso di rivedere le coordinate e puntare a qualcosa di più personale.

Il grunge è morto, viva il grunge!

Tracklist

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