16/05/2006

Sono perseguitato dai Litfiba. Dev’esserci qualcosa nella mia congiunzione astrale. Perlomeno stavolta devo concedere agli epigoni di turno, i rivaltesi Medea, due cose: l’onestà intellettuale di dichiarare fieri le proprie influenze e una certa buona fattura compositiva nel genere, anche se non sostenuta da una adeguata registrazione. Quattro pezzi, intanto: bravi, così si fa, non c’è bisogno di più per dare l’idea di quel che si suona.

“Medea”, opening track, parte con un giro di accordi che cita pesantemente “Ancora Tu” di Battisti. Successivamente subentra una voce che si rifà evidentemente al Pelù degli anni 80 e dei primissimi '90. Sulla stessa falsariga sono “Dentro Un’Arena” e “T.V. spenta”: nella prima fa anche capolino una chitarra hair-metal alla Guns’n’Roses con tanto di assolone in tapping (non credevo esistessero ancora). E certi versi come “No no no, toro o matador / l’animale che vive in me / è di fronte a te” – che condividono l’immaginario mitologico mediterraneo del Pierone - potrebbe davvero averli scritti lui. Infine, nella ballata “56 ore” spunta anche Ligabue, a completare il trittico.

Ora, ragazzi, a me questa roba non piace per niente, sia chiaro. Mi dissocio. Ma nel loro genere quello che fanno i Medea non è affatto male, tranquillamente al livello dei loro maestri Renzulli e Pelù. Il problema non sono i miei gusti personali. Il problema è invece un altro. E cioè che temo per gli onestissimi Medea (che piazzano anche un discreto video con ospite Remo Girone) che il genere sia troppo retrò per avere un futuro immediato e troppo recente per dare inizio a un revival. In due parole, dove andranno con questa musica? Temo da nessuna parte: ovviamente spero per loro di sbagliarmi, ma mi paiono il classico gruppo discreto capitato nel momento sbagliato: dieci anni fa avrebbero potuto pacificamente avere un mercato. Oggi… non so.

Commenti (10)

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  • Nicola Bonardi 17/05/2006 ore 15:46 @nicko

    beh, ragazzi, avessero tutti questo stile.
    complimenti sinceri!

    :)

  • Renzo Stefanel 18/05/2006 ore 19:38 @re

    Funziona così:

    esattamente come tu credi sia giusto, ognuno di quelli che scrive qua dentro dichiara i generi che è disposto a recensire, perché gli apiacciono e si sente ferrato.

    i miei sono indie pop, classic rock, psichedelia, elettronica.

    ok?

    Quindi a rigor di logica i Medea rientrano nella categoria "classic rock" e capita che vengano affidati a me.

    Il fatto che uno faccia un genere che a me piace non significa che il suo disco mi piacerà. Infatti se tu hai letto la recensione quello che metto in evidenza è il rischio di inattualità della proposta. Il fatto che a me i Litfiba non piacciano non condiziona la descrizione di quello che fanno nel disco i Medea né il giudizio obbiettivo (per quanto possa esserlo una recensione che è per sua natura soggettiva) su quello che fanno in generale: infatti io dico che quello che fanno, lo fanno bene.

    Circa i Litfiba, credo che abbiano avuto un grosso ruolo nell'alternative italiano (allora si diceva così) fino a "Tre". Poi, il buio. Una schifezza totale.

    Circa il periodo anni 80, penso che i Litfiba fossero cmq in ritardo colossale rispetto alle scene estere più importanti, ma il loro era il ritardo di quasi tutta la scena italiana. Per cui - come ho scritto altrove - negli 80 davvero venivi in contatto con le proposte estere del decennio come se provenissero da un altrove fuori dal tempo, in cui 83 era uguale a 87. E quei quattro anni sono un abisso. "Desaparecido" negli anni 80 ha avuto un ruolo enorme in Italia. Oggi - ma da un bel po' - fa pena, perché ci si rende conto del ritardo colossale di quel disco rispetto a quello che accadeva nel mondo. Certo, se lo immagini come un disco del 1977, allora è fighissimo. "17 re", "Aprite i vosri occhi" e "Tre" resistono molto meglio (spt i primi due), ma scontano lo stesso gap di fondo.
    Lo stesso discorso di apprezzamento di fondo del ruolo storico dei Litfiba non si può per i dischi da "Pirata" in poi, perché i Litfiba rinnegano totalmente la scena indie. Come cazzo vuoi che piacciano, QUEI Litfiba, in un sito indie?

    Spero di averti chiarito.


  • Renzo Stefanel 19/05/2006 ore 16:00 @re

    è sempre stato indie. Fin dalla nascita. basta averlo letto in questi nove anni. Sveglia.

  • EN294151R 29/05/2006 ore 17:53 @en294151r

    Vedo la maggior parte delle band fare un sound che ricorda pesantemente gli Afterhours ed i Marlene di qualche disco fa? Altri rifanno i Subsonica. Alla fine di originale c'è poca roba in giro. Se non altro da parte di alcuni c'è onestà e magari un pizzico di ingenuità che ti fa credere di poter proporre in giro la tua musica anche se non sei nel circuito che conta. Faccio i complimenti ai Medea che tirano dritto con il loro suono datato come lo è il nostro ... ma onesto e supportato sicuramente da un bel po' di ragazzi che lo apprezzano e che li spingono a dare il meglio sempre!

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