Korov'ev Master & Margarita 2021 - Strumentale, Progressive, Crossover

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Un viaggio sonoro che parte da influssi letterari ma punta sull'azione emotiva di sonorità al confine tra classicismo e sperimentazione

In Italia abbiamo imparato più volte ad apprezzare interessanti incontri fra musica di ampio consumo e impostazione classica, specialmente in considerazione del periodo forse più particolare e innovativo in cui quella singolare miscela prese largamente piede, vale a dire i fatidici anni '70 del progressive nostrano, scena musicale che vide spesso una possente contaminazione reciproca tra impianti rock e diramazioni anche operistiche di stampo barocco.

Sorge, quindi, una domanda: perché proporre, ancora oggi, questo specifico matrimonio di suoni, per quanto molto ben congegnato e ampiamente rispettoso sia della struttura proposta che del talento di ogni singolo strumentista partecipante? La risposta potrebbe essere duplice: per continuare a spaziare tra idee compositive che hanno ancora qualcosa da dire, vista la continua evoluzione di mezzi tecnici e stili di scrittura contemporanei, oppure perché si desidera mettere nero su bianco intuizioni concettuali altrimenti difficili da esporre in altri campi.

Ciò che emerge dal progetto Korov'ev potrebbe rientrare in entrambe le alternative, vista la posta in gioco. L'esordio discografico sulla media distanza Master & Margarita, infatti, abbraccia direttamente il celeberrimo romanzo di Michail Bulgakov da cui anche il nome dell'ensemble trae chiaramente spunto, prendendo in prestito quello di uno dei suoi personaggi più significativi, anche e soprattutto da un punto di vista politico. Ma quanto di politico può esserci in un lavoro strumentale di breve durata che si limita, per quanto benissimo, a rievocare alcuni personaggi senza far intuire un eventuale filo logico o anche solo narrativo? Forse niente, magari non è questo il punto.

E allora, in tal senso, l'attenzione si sposta al solo dato musicale, un fattore che, sia chiaro, appare indiscutibile dal punto di vista dell'esecuzione, forse un po' più scontato (tra virgolette) sul frangente compositivo ma sempre di pregevole fattura. I poco più di dieci minuti di Master & Margarita trascorrono fluidi e godibili lungo un discorso di contaminazione che prende in considerazione anche gli arrangiamenti elettronici ma pone l'accento su un'atmosfera da ottima colonna sonora che sfocia abilmente – e non a caso – anche in derivazioni filorusse sia folkloristiche che da Bolshoi, senza mai lasciare da parte, però, una innegabile raffinatezza melodica.

Il singolo ascolto dell'opera in questione non lascia trasparire altro se non questo, ma si tratta comunque di un impianto stilistico degno di considerazione e suscettibile di ulteriori sviluppi anche dal punto di vista tematico.

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La recensione Master & Margarita di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-10-18 15:41:07

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