Beaucoup Fish Come L’Acqua 2006 - Pop, Elettronica

Come L’Acqua precedente precedente

Ci sono dischi in grado di dipingere immagini. Parole e melodie evocano scene che assocerai per sempre a quelle canzoni. E saranno solo tue, di nessun altro. “Come l’acqua” è uno di quegli album. Dieci tracce delicatamente pop, appena spolverate d’elettronica, che sembrano raccontarci il risveglio di un ragazzo. Colto dalla prime luci del mattino, si ritrova accanto alla persona che ama e ricorda momenti ed emozioni vissute con lei.

Lo vedrei trentenne, intento a dirle “Sei la mia pace”, su un sottofondo delicatamente chill-out, glorioso nelle chitarrone del finale. E vorrebbe chiederle di convivere già nel pezzo successivo, in maniera meno diretta e materiale di Biagio Antonacci. Le direbbe: “Sei la metà di tutto ciò che chiedo/l’altra metà un giorno nascerà”.

A questo punto la metà degli ascoltatori fuggirebbe definendo il disco smielato e noioso, perdendosi un brano come “Mi sento più leggero”: colonna sonora della mia primavera che ho voluto pensare – ma solo per gioco – metafora dell’abbandono di un'attitudine indie in favore di una più giocosa ed immediata. Pop.

Si intravedono quindi dei riferimenti più chiari: una versione easy-listening dei Notwist, i temi trattati dai Perturbazione ma in una chiave maggiormente elettronica. Ne è un esempio la malinconica “Nella pioggia”, così liberatoria e dalle linee di basso talmente geometriche da risultare new-wave; o l’onirica “Scivola”, a metà tra Underworld (nei suoni più aspri) e i glitch subacquei degli islandesi Mùm. Paragoni pesanti, certo, ma necessari a spiegare un’ottima tecnica. Il richiamo a nomi del genere ed una produzione estremamente curata non evitano comunque i momenti di noia, come nella sinistra “La plage du Nord”, resa di difficile ascolto (o forse addirittura rovinata) da cupe distorsioni, o in “Così facile”, brano caratterizzato da un ritornello che meglio avrebbe figurato in chiave bossa nova o lounge e che invece appare banale nell’attuale veste.

Neanche la finale “Come un addio” riesce a togliere quel sapore amaro in bocca per un disco dall’ottima forma ma acerbo nella sostanza. C’è sperimentazione, coraggio, grandi spunti sonori, ma mancano le melodie che avrebbero reso questi brani dei veri gioielli. Probabilmente, la donna accanto al nostro trentenne l’avrà piantato. Per uno più cinico.

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La recensione Come L’Acqua di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-10-19 00:00:00

COMMENTI (3)

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  • acty 15 anni Rispondi

    quel "lo sanno tutti" è magnifico.


  • lk 15 anni Rispondi

    bel disco, ottima produzione, belle canzoni... rispetto ad altri penso meritasse il prima scelta... questione di gusti comunque.

  • hemano 15 anni Rispondi

    Ma cazzo, voi di rockit dovete per forza fare gli snob stronzi con tutti i dischi che gli altri recensiscono bene???
    Questo è uno dei pochi bei dischi del 2006, lo sanno tutti. Ma cos'è ancora questa storia che se non sono stonati e scordato e tristi non li volete? svegliatevi, cazzo.