12/02/2006

Che dire. A volte l’ascolto di un cd ti lascia davvero senza parole, e la causa può essere ben diversa: straordinario oppure estremamente debole. Per i Lilac Wine vale purtroppo la seconda opzione: un lavoro approssimativo e privo di spunti originali, non si riesce neppure a inquadrarlo, sfugge immerso in un piattume sonoro senza guizzi. Le note si susseguono senza un vero motivo e la linea vocale è assolutamente fuori fuoco: sembra voler fare il verso a Ginevra Di Marco, ma si limita a eseguire tristi su e giù senza dare vitalità ai pezzi, pare si trascini controvoglia. E forse è proprio la voce che condiziona il risultato finale di questo lavoro, perché la struttura musicale è ricamata per attenti vocalizzi e virtuosismi ad hoc, ma la singer si perde nella trama dei brani senza via d’uscita. Ogni strumento poi non rende al massimo, si propone timidamente come se fosse frenato, con notevoli limiti. Che dire. I Lilac Wine si affacciano nel panorama musicale italiano con una prova decisamente insufficiente e, come sempre, spero che le critiche servano a spingere questa formazione a dare di più. Molto, di più.

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La recensione Lilac Wine - Recensione - La voce del sangue di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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