Sthenia Big (Gang) Bang 2006 - Psichedelia, Noise, Alternativo

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Le recensioni d’inverno nell’entroterra abruzzese per forza di cose sono influenzate dalle condizioni climatiche: l’ascolto nella nebbia, coi paesaggi ghiacciati e spesso assopiti sotto la neve, diventa un tentativo di immaginare lidi lontani, oppure spinge a rintanarsi nel freddo e abbandonarsi a pensieri più intimi, come nel caso degli Sthenia.

Questo lavoro, che richiede un certo metabolismo mentale e un orecchio allenato, si compone di tredici tracce strumentali che poi si risolvono in un’unica lunga e onirica prova di psichedelia pura. Un po’ Pink Floyd di "Atom Heart Mother", un po’ Ozric Tentacles, e a volte anche decisamente duro, con richiami a temi sociali e politici che si affacciano nel cd come uniche parole ad accompagnare la musica, “Big (Gang) Bang” avvolge e ipnotizza senza lasciare spazio a spensieratezze, procede lungo i binari maturi della consapevolezza.

Si inizia con il discorso di Bush dopo l’attentato alle Torri Gemelle, proseguendo attraverso passi dolci verso "Fiat Lux", rabbiosa presa di coscienza, e tutto avanza tra suoni seventies e new psichedelia, tra "La Triste Danza Dei Giovani Irrequieti", più attuale e ritmata, e "Venusia", pura introspezione, affrontando anche tematiche religiose in "Spiritualized", con frammenti di discorsi e spunti verbali sostenuti da chitarre anni novanta. Il lavoro degli Sthenia si risolve in un percorso compiuto e ben strutturato che pretende un ascolto attento, ad occhi aperti. Seduto. Nel freddo.

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La recensione Big (Gang) Bang di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-03-12 00:00:00

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