12/02/2006

Torino come l’Alabama. Che poi l’Alabama non lo so mica com è, ma nell’immaginario musicale è la terra dei cappelli da cowboy e dell’armonica a bocca, del vecchio seduto sulla sedia a dondolo mentre racconta avventure passate, country blues e risse al bar: i Silvertrane lasciano pensare a tutto questo, con una ritmica da profonda America e richiami alle radici southern. Un lavoro che si ispira a gruppi come gli Allman Brothers Band e i Lynyrd Skynyrd, con tracce puramente blues (Silently) e assaggi di jazz morbido (Calista) con frequenti assoli da virtuoso di ogni strumento. Caloroso soul blues in Lazy bitch, batteria trascinante in Where dies the sun, ballata da telefilm con Trouble, il prodotto finale è una corsa lungo strade deserte negli U. S. A., con qualche appunto sulla linea vocale che appare un po’ rigida, a volte troppo fredda per uno stile che si basa su calde improvvisazioni. E poi eviterei di inviare assieme al cd il curriculum vitae di ciascun membro del gruppo perché ciò che interessa è la musica, non i trascorsi personali. Autoincensarsi è il peggior difetto di una band, capace di inficiare l’ascolto e il giudizio di un buon lavoro, come questo. Bravi i Silvertrane, ma non ditevelo da soli.

---
La recensione Silvertrane - Recensione - s/t di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati