03/03/2006

Infagottata in un vagone non riscaldato e vuoto, ripiegata sul modesto desiderio di un latte caldo, situazione adatta all’ascolto dei Nadiè.Soprattutto il violino. Due tracce di un’unica idea, lilla come la confezione, sussurrata e dolce. Gli occhi possono socchiudersi mentre gira "Glicine", che sembra "Lieve" dei Marlene Kuntz fino all’ingresso della voce, dal sapore luciobattistico e a tratti come un 33 giri che va più veloce, comunque gradevole. Ugualmente scivola "Il crimine", leggera leggera, delineando soffici profili tra le nuvole chiare del mattino. Due ballate accompagnate dalla ballerina che piroetta nel carillon, così mi immagino; poco per esprimere un’opinione definita, ma un piacevole, piccolo lavoro adatto a viaggi brevi, nell’attesa di un’uscita più sostanziosa.

Tracklist

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