Tonno SPINOFF 2021 - Pop rock

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SPINOFF è un regresso all'infanzia in cui la cover band degli Zaino ha deciso di rinchiudersi e fare picchetto al doposcuola con gli amici migliori

Succede normalmente che alla fine dell’adolescenza, dopo le varie fasi problematiche e le guerre — per dirla coi Tarm — l’essere umano approda alla famosa età adulta, fatta di tante brutte cose come la responsabilità, il lavoro e via dicendo. Dopo la ricerca indiscriminata della trasgressione finalmente un po’ di noia: il modo grande. Questo di norma. Ma come ben sappiamo, per quanto riguarda Tonno, la normalità riguarda solo la sua musica, non la sua persona. Quando Ero Satanista era la voce impiastricciata di un adolescente sudato, ma in SPINOFF non sembra che siano arrivati il diploma delle superiori e la patente.

SPINOFF è un regresso all'infanzia in cui la cover band degli Zaino ha deciso di rinchiudersi e fare picchetto al doposcuola con gli amici migliori. I Tropea, i nerd appassionati di sci-fi; quei tre imparanoiati cronici — anche a otto anni, sì — delle Endrigo, che non credono nelle stelle; Maggio, il tipo col fratello grande che ascolta hip-hop, e che cuccherà in ogni classe; GIALLORENZO, quattro che fanno comunella capitanati da uno che in terza elementare ha già letto Bradbury; infine i Materazi Future Club, quelli che ne sanno di più su tutte le cose. Una cricca del genere è di certo la più in vista a scuola, ed è meglio non provocarli se no si metteranno a cambiare formato alle foto della gita di classe, affinché il pc dell'aula di informatica non le legga.

Chiusi nella stanza, finite tutte le merende, si scrivono canzoni, col divertimento e la noncuranza degli anni migliori. E quando non bastano gli strumenti di sempre ecco che arrivano in aiuto le famose pianole ricche di pirulini, perfetti per aprire nuove facce della musica normale. Alle prese con altri scazzi, con vecchi occhi da bambino che fa festa solo con i suoi amici immaginari, a causa della reclusione da epidemia, Tonno va a caccia di immagini per la sua collezione e trova nuovi cortocircuiti logici, come nell'acidità allucinata di Buscemi. Chi glielo fa fare di diventare grande se può continuare a scambiarsi di persona con chi vuole, se può dare sfogo al bisogno che ognuno si porta avanti per tutta la vita, ossia sfasciare cose? 

Questo SPINOFF dell'esistenza arriva a conclusione, come tutto del resto. Sarebbe bello avere subito una nuova puntata fatta di chitarroni e bassi diritti, significati semi-nascosti da scartare come una caramella Rossana nella borsa delle signore più anziane. Ci viene solo detto che "Ci sarà solo qualcosa/ Una parte per il tutto ". A saper che significhi ci metteremmo subito a guardare l'orizzonte dal lato giusto, ma sarebbe chiedere troppo. Basta accettare come fa Tonno di essere dei compromessi viventi, per capire che quando il "di fuori" è opprimente si può tornare a rivivere questa infanzia rissosa messa in musica, schiacciando ripetutamente play, e illudendoci che sia in corso quella nuova puntata che tanto si bramava. Il piano per la fuga è pronto, c'è da divertirsi tantissimo. Andiamo a metterlo in atto.

 

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La recensione SPINOFF di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-06-04 00:44:00

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