21/11/2006

E’ tornata la nebbia. Compatta e leggera, toni di grigio sovrapposti come strati di calma e caos. Un meraviglioso nulla che galleggia nell’aria. E tra i colori della stagione, giallo miele e gianduia e cremisi, il bianco e nero dei Four a.m. eternal. Sonorità darkwave asciutte e dirette, prive di intenti decorativi o eccessi, un secco percorso attraverso gli anni ottanta, tra ritmiche alla Joy Division, basso serio e portante come insegnavano i Cure, voce personale e intensa che omaggia Siouxsie. Vortici e cammini discendenti, l’ipnosi di “Looking for faith” e la pienezza dei suoni di “Infinite”, un lavoro gustoso, che meritava probabilmente un mastering migliore, ma c’è bellezza e brividi e porpora, e geometrie e corpi netti che si muovono nel freddo per affogare con lieve consapevolezza nella nebbia, in un dondolarsi etereo tra venature postpunk.

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La recensione Four A.M. Eternal - Recensione - Almost di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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