17/07/2006

In ogni ammasso di amici c’è spazio per il buffone ed il timido, l’ottimista ed il paranoico. La bella, il gigante e le bestie-farfalla. E nella smisurata crew di familiari dell’indie-rock, i Black Eyed Susan sono sicuramente la faccia dell’incertezza. Un gruppo di insicuri ed indecisi. Di quelli che si appartano e sussurrano sottovoce qualche parola in un’altra lingua. Quasi sfigati, ma fieri indipendentisti. E si sente subito. La chitarra più che ruvida è moscia, e la voce maschile è depressa ancor di più che i Non Voglio Che Clara. Tutto gira dal lato del tavolo dei nuovi Sonic Youtho Arab Strap, un po’ Fine Before You Came, Deus e boccia di vino, ma anche con elettro-stimolazioni, pizza e Fugazi.

“And Silence Will Begin Soon” è insoluto, sarà pure misterioso ma dubito che ci sia gente che perda la ragione per questo gruppo di Brescia. Sicuramente gli amici rock’n’roll di sempre saranno teneri e accoglienti. Ancora di più nella ritirata sensuale e impetuosa di Luisa Pancrazio, che però è schiacciata da quelle quattro semplici note tediose che si affratellano con una batteria sfiorata appena, velata come se l’addetto alle bacchette stesse coccolando la sua nuova fidanzata. “Orange” è l’orgasmo della Luisa, che finalmente urla e stona nella giusta maniera. Liberando la dolce decisione che sgocciola semiliquida per un istante. Ma è troppo poco per scacciare l’idea di episodio fittizio. E quindi i visi pavidi, quasi timorosi tornano ad isolarsi, senza interagire alla conversazione prolifica e riflessiva a cui partecipiamo tutti.

Introversi, critici rock e cazzoni.

In questo luogo abbastanza lontano dal centro del prestigioso dialogo si accenna ad un post-rock che traccia il punto iniziale della parabola discendente. Sfumando e bruciando l’inaridita curiosità che si disattiva del tutto nel tempo in cui “Backdoor” riesce a vituperare con parolacce virtuali la migliore PJ Harvey. In calo anche i tentativi di noise infinitesimale che non schizzano nient’altro che monotonia.

Però rifornitevi comunque dell’album dei Black Eyed Susan. Il pericolo di sovra-comprensione fallita regge tanto quanto la concezione di insicurezza come fonte inesauribile di sfavori pratici. Ma niente è vero. Alcune volte la tristezza ha mosso note chimeriche e di molto valore e altre volte no. Potrebbe essere causa diretta di ricchezza nascosta o un’assoluta cagata. In fondo siamo tutti un po’ indecisi.

Commenti (28)

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  • Marcolino 19/07/2006 ore 11:45 @marcolino

    nn sono ancora riuscito ad ascoltare il cd

    però gli ho visti durante il JestrairocK summer festival 2005
    nn male nel LIVE :]

  • rotodrum 19/10/2006 ore 15:24 @rotodrum

    Ciao a tutti sono Martinazzi Riccardo EX batterista del gruppo incriminato ... -La prima risposta la dò al chitarrista ,,, questa è la prima volta che ti scrivo ..quindi non mi rompere le palle ... seconda cosa mi garberebbe ribadire che , dopo aver ascoltato dei pezzi del CD , effettvamente non mi sembra che abbiate fatto molta strada da quando me ne sono andato, fate ancora dei pezzi che abbiamno scritto nel 2003 ...e questo non è un buon indice di ferilità , per quello che concerne il mio sucessore ,,, mi dicono , visto che non verrò mai ad ascoltarVi , di battere meno la fiacca e di ecogitare qualcosa per avere un suono più personale , mi dicono che è un pò moscio , per la Luisa , sempre gatto di marmo fù e restò .. il bassista , che se gli chiedi di suonare un blus non ci riesce .... bhe che dire ... per fortuna ne sono uscito da quaesto gruppo ...sarebbe stata la mia morte ,,,artisticamente parlando .... ecco scusate ma mi sono tolto un sassolino dalla scarpa, visto che mi si salutava con sarcasmo ... Mille rulli a tuti Voi ciao Riccardo

  • rotodrum 19/10/2006 ore 15:26 @rotodrum

    Il CD è grezzo perchè non sanno fare di meglio ...

  • rotodrum 19/10/2006 ore 15:26 @rotodrum

    Il CD è grezzo perchè non sanno fare di meglio ...

  • rotodrum 19/10/2006 ore 15:26 @rotodrum

    Il CD è grezzo perchè non sanno fare di meglio ...

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