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album Livido - Brugal

Brugal

Livido

2006 - Rock, Indie, Alternativo

RECENSIONE
13/10/2006

I Brugal nascono nel 2001 dallo scioglimento dei Mind the gap. Dopo la produzione di un mini-cd, un demo e l’assestamento definitivo del gruppo, autoproducono "Livido", registrato al 99 Studio di Milano. L’impronta grafica del cd (in particolare il logo splatter) li sminuisce, non esprime la loro fumosa decenza. Importante è il contenuto e siamo d’accordo, ma se il contenuto non è male perché imbruttirlo? Che poi uno inizia a farsi domande sulla qualità. Argomento travagliato.

"Livido": sei brani bilanciati di durata minima 5:11 e massima 8:31. Le due chitarre sono i maggiori artefici di movimento, declinate wah, o in assoli veloci psichedelici, o in arpeggi semplici e scanditi, grintose. La voce (velleità da Godano) dirige l’atmosfera da velenoso serpente, torbida e sibilante, e lavora di volumi. Quindi, melodie rock, che bazzicano tra Marlene Kunzt e Verdena, rulli e frulli di piatti anni ’70, il tutto lustrato leggero di post-rock. Riff a chiocciola e circolari, da cui la voce si scosta di tonalità, a volte abbandonandosi teatralmente ad accenti barlocchi. I testi sono criptici o incartati in se stessi, tra intuizioni buone o senza significato. I brani più riusciti sono "Recidivo" e "Petali di cuore", d’ispirazione squillante Eels, costruiti con incessanti scale, sali e scendi, rovesci di chitarre strigliate, picchi gratuggiati. Si intravede un embrione d’originalità. Schiacciatelo e sporcatelo. Chiudetelo in uno scrigno e poi sporcate lo scrigno. Vi vogliamo più sporchi.

Tracklist

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