18/04/2006

Contaminazioni. Sono dappertutto. Suoni che si accendono di sfumature impreviste, accordi mutevoli e abili vie di mezzo, difficile parlare di generi definiti. Il lavoro degli Im.patto si inserisce a suo modo nella scia del nu-metal, con spunti melodici e lineari che giocano con l’urlo, un po’ Linkin' Park, un po’ metallo anni ’90.

I brani sono ben strutturati, e il rischio di essere poco originali, forse presente in qualche pezzo, viene compensato dalla scelta di cantare in italiano, che rende tutto molto più personale. Efficace "Vivo", tesa e in crescendo, accattivante "X Me", lunga ballata tra immagini notturne e decisioni da prendere.

La voce pulita scorre nelle tracce liscia, quasi liquida, pronta a riempire ogni spazio, ed è probabilmente la parte migliore, mentre a fasi alterne è la batteria, che a tratti pecca di carattere, ripetitiva e stanca, lontana nelle idee, ma capace di rendersi esplosiva in "No Vox".

Il risultato è comunque piacevole e devo ammettere che le liriche in italiano influenzano parecchio il mio giudizio, e premiano questa band distinguendola da tanti simili gruppetti pseudoyeah che fanno il verso agli ammericani. Bene, bravi, setteppiù.

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La recensione Im.patto - Recensione - Credo di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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