MFM (Mayfair FM) Rejects 2022 - Rock, Industrial, Alternativo

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Il terzo lavoro in studio del progetto di Pierpaolo Lucchesi conferma il quoziente di interesse ma non oltrepassa soglie di sicurezza individuale

Il progetto MFM (Myfair FM), guidato dall'estro del compositore e polistrumentista romano Pierpaolo Lucchesi, arriva al suo terzo lavoro in studio forte di recenti esperienze elettro-hard-rock consolidate da un savoir-faire esecutivo che ben si sposa alla spiccata capacità di mettere nero su bianco idee forse un po' passatiste ma sicuramente ben tradotte in linguaggi sonicamente moderni.

Rejects è un degno passo in avanti per quello che, ad oggi, rappresenta una sorta di trittico personale teso a dimostrare talento, mestiere e desiderio di portare a compimento anche qualche esperimento in termini di predisposizione sonora e modalità di utilizzo dello studio di registrazione. Con tutti i pregi e i difetti che questo comporta, però.

Provando a dissezionare gli elementi costitutivi di un album come Rejects, infatti, emergono sia lati positivi che piccole ombre. In particolare queste ultime, per quanto comunque ininfluenti sulla indiscutibile godibilità complessiva del prodotto, rischiano di macchiare quanto di buono fatto tra le viscere di un'opera che propone interessanti spunti riflessivi sia in termini compositivi che in qualità di conferimento emotivo del dato sonoro. Nello specifico, Rejects è un lavoro ricco di ottime influenze ben disseminate sul corpo complessivo che ne costituisce la sostanza principale. Si tratta, però, di riferimenti di genere e stile che, gradualmente, tendono a distanziarsi e differenziarsi tra loro in un contesto che, per contro, dovrebbe forse provare ad amalgamarli meglio in un più coraggioso matrimonio di esplorazioni sperimentali, specie in presenza di esperienze similari già portate a compimento con gran senso di coscienziosità.

Le fondamenta stilistiche sono evidenti e convergono verso un hard-rock-metal-cyber-punk più o meno alternativo che guarda agli arrangiamenti elettronici come sostegno e compagnia di viaggio. Ed è proprio questo il punto. Laddove balzano all'attenzione interessantissime incursioni techno dal fascino psichedelico che confluiscono in notevoli riff metal tinti di industrial – più alla nostrani Death SS di Humanomalies che a stelle e strisce derivativi in stile Nine Inch Nails, comunque presenti – ecco rientrare il tutto, però, tra le comode mura di un hard rock-blues abbastanza elementare, che allontana da sé i campionamenti anche dove questi si propongono come via maestra delle composizioni. Niente di grave, sia chiaro. Però peccato, perché di talento ce n'è da vendere e pure le idee non latitano affatto, come dimostrano gli influssi darkwave alla Bauhaus di Frantic insects anche intrisi di venature prog come in Il deserto dei tartari, gli spunti IDM di Advertising terror o le incursioni a metà via tra sludge e trip hop di una Getting laid in salsa Office of Strategic Influence senza disparità ritmiche.

Indubbiamente un album godibile e interessante nel suo complesso, che lascia, però, solo un pizzico di amaro in bocca per l'idea di non giocarsi carte magari rischiose ma sicuramente a portata di mano.

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La recensione Rejects di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2022-02-07 16:44:04

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