18/09/2006

Luca Cappelli, Emiliano Calducci e Claudio Marziale si aggiudicano il concorso Musicattiva 2005 del Renfe di Ferrara e si vedono alle prese con il premio del concorso: la registrazione di un EP di sei pezzi presso lo studio Natural Head Quarters di Ferrara. Registrato e mixato da Max Stirner e Manuele Fusaroli in varie sessioni. Prima, suonavano in un freddo capannone nella provincia pisana e, tra playstation e improvvisazioni, fissavano pezzi cantati in inglese. Senza cristallizzarsi in un genere, spaziando dal blues, al folk, allo swing. Ma sopraggiunge il premio e l’estate.

In una torrida notte ferrarese (il caldo ti esaurisce ed arrivi spesso al fondo del pozzo dell’anima, passaggio pietoso, ma catartico) vedono il fantasma di Francis Rossi (chitarrista Status Quo) ammonire: “Ahò, parla come magni”. E decidono così di tradurre i loro testi in italiano.

L’EP s’intitola “Fuori Fuoco”. Il gruppo si chiama Kif, che sa tanto da Cif. Un bel riassunto del rock italiano e non solo degli ultimi 30 anni, saltando gli ’80. Rock di matrice anni ’70, compresi arpeggi alla Can e svirgolettate alla Santana. Timbri che toccano i Pavement e i Motorpsycho nei pezzi migliori. Nei peggiori si sente l’eredità italiana degli ultimi Litfiba e Negrita. Rispecchia il bel rock che per vendere si scioglie in qualche compromesso. Non sono alternativi, sono il punto di convergenza tra melodie rock e liriche scritte a tavolino, e non manca la traccia sperimentale con voce recitante. L’EP è completo, le canzoni si lasciano ascoltare, e potrebbero copulare con menti disseminate in tutte le scale, compresa la scala più larga. Anche se i più difficili ci copulerebbero solo saltuariamente.

Commenti (10)

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  • Nicola Bonardi 18/09/2006 ore 21:10 @nicko

    beh cazzo non male costoro!

  • Giorgia Chiavelli 20/09/2006 ore 15:05 @spock

    A me garbano.
    Vediamo un po': indiepop nervoso e malato, cieli aperti, aria pura dei colli, Francis Rossi e Afterhours, Manuel Agnelli e Paolo Righetti, concitazione, brezza, raffinata malinconia, doccie tra tette cinesi, anglofilia citata e distante, ozio, nudità.
    La materia prima come vorremmo che fosse, come agli inizi della musica: una esemplare rivelazione.


  • Claudio Benedetti 20/09/2006 ore 17:07 @fratello

    A me fa impazzire la voce basculante del cantante, sospesa in quel suadente limbo che aleggia a metà tra il carisma cromato del primo pelù e le impennate evirate del grande concato. E' un brivido continuato

  • sue tucker 06/05/2009 ore 15:47 @suetucker

    il meglio è il batterista!!!:[

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