Maraglino Michele s/t 2005 - Cantautoriale, Indie, Acustico

s/t precedente precedente

Un buon modo per fare musica è usare il talento. Qualcuno ce l'ha, qualcuno no. Poi c'è chi ancora non sa usarlo, ma non riesce a nasconderlo. Michele Maraglino è così. Ha le capacità di fare cose importanti, ma sbanda un po'. Il suo demo racchiude alcuni lampi di eccellente cantautorato decadente e qualche fastidiosa caduta di stile affetta da lagna post adolescenziale. Molto immaturo insomma, ma potenzialmente molto bravo. Quasi un piccolo Vincent Gallo, meno elegante e ancora inconsapevole, che intreccia cupi field recording con rumorose chitarre elettroacustiche in salsa lo-fi. Canzoni che tutto sommato guardano al pop, ma lo storpiano e lo destrutturano, frantumando le melodie e accennando i ritornelli. Da qualche parte c'è pure il fantasma di Godano, ma è lontano e non infastidisce troppo. Anche perchè questo ragazzo ha una concreta padronanza dei testi e una sensibilità spiccata, per quanto talvolta le soluzioni liriche appaiano lievemente artefatte e forzatamente poetiche. Alcuni passaggi sono però impeccabili e rivelano grande capacità introspettiva ed ispirazione non comune. Il ragazzo di Taranto sa scrivere in modo evocativo e canta in chiaroscuro con un certo romanticismo. Il suo demo ha molte lacune, ma è senza dubbio un pregevole punto di partenza. Nonostante i difetti e le ingenuità va decisamente incoraggiato e ascoltato.

Da seguire con la coda dell'occhio, non si sa mai.

---
La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-08-23 00:00:00

COMMENTI (1)

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • utente0 15 anni Rispondi

    Grazie Stefano per le belle parole
    è come se mi conoscessi da sempre
    michele maraglino