Compilation Demential Rock Vol.1 2005 - Punk, Demenziale

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Assumendo che le recensioni generalmente invecchiano molto in fretta, provo ad appendere questa al chiodo della Storia: è il 10 aprile 2006 e mentre scrivo l'angoscia elettorale mi attanaglia, le urne stanno sputando il risultato più assurdo della nostra storia repubblicana, il governo più demenziale che si possa ricordare è ben lungi dall'essere pesantemente sconfitto e l'opposizione più ridicola di sempre è ben lontana, a sua volta, dalla vittoria schiacciante che già pregustava.

Sondaggi ed exit polls stanno rivelando la loro vera natura fallace e le facce cambiano colore di continuo: quando la logica si addormenta e la realtà si fa demenziale ha senso il demenziale come categoria artistico/culturale?

In poche parole: a che serve, oggi, un disco come questo?

Indubbiamente lodevole l'impegno messo da Latlantide nel voler fotografare qualcosa che esiste e nel volergli regalare dignità antologica, ma qui, a parte Marta Sui Tubi e Mariposa (la cui presenza resta incomprensibile) e il maestro FreakAntoni con gli immancabili Skiantos, ai quali non si può negare l'alloro dei precursori, ci troviamo di fronte a qualcosa che non va oltre l'imbarazzante.

Imbarazzo che, sia ben chiaro, non è conseguenza di perbenismo turbato, figuriamoci: nemmeno un bambino delle elementari arrossirebbe di fronte a un simile cumulo di scemenze, probabilmente riuscirebbe a riderne, ma giusto perchè non ancora in età da scuola media.

Comicità becera rimasta alla fase anale, banalità assortite che vorrebbero essere sguardi ironici sul nostro tempo e non vanno oltre il pisello o la passera, canzoncine innocue che probabilmente fanno sbellicare solo chi le ha scritte e i suoi amici ubriachi. Stupiscono in questo senso le note di copertina che allineano parole quali “genialità”, “follia”, “trasgressione”, “provocazione” e giungono a definire il genere una “corazzata contro il perbenismo, contro l'ipocrisia, contro i facoltosi burattinai, contro tutte le dittature”: suvvia, da tempo il Potere ha smesso di temere rutti e scoregge e i facoltosi burattinai proprio quel tipo di escamotages hanno utilizzato per abbassare il livello generale e farsi largo nella comunicazione e nella politica!

Non ha dunque alcuna utilità questo progetto, nemmeno ricreativa e, se riesco a salvare qualche nome (oltre quelli già citati, Fucktotum, Pay e Titta e le fecce tricolori), lascio affondare gli altri, getto uno sguardo alle proiezioni della Camera e del Senato e recito un requiem per lo stato del rock demenziale italiano. E per lo Stato stesso.

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La recensione Demential Rock Vol.1 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-04-27 00:00:00

COMMENTI (3)

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  • nicko 15 anni Rispondi

    Mi accorgo solo ora di questo commento e mi scuso quindi per il ritardo con cui mi accingo a rispondere.
    Dunque, ammetto che faccio un po' fatica a capire dove vuoi arrivare e questo, secondo la mia opinione, va in netto contrasto con ciò che ho scritto che trovo assai semplice e privo di "doppi fondi". Non è necessario che ti affanni a leggere fra le righe chissà quale frecciata perchè tutto ciò che volevo dire è lì, chiaro e trasparente: questo cd fa schifo.
    Mi scuso per il modo brusco, ma ho trovato l'ascolto del suddetto insostenibile a tratti, imbarazzante per la pochezza di idee, per la incomprensibile eterogeneità della proposta e spesso per le pessime esecuzioni.
    La connotazione politica che tanto ti irrita non l'ho tirata fuori io ma (se fai attenzione è ben chiaro anche questo) è esibita con vanto nelle note di copertina, apprezzo dunque che tu sostenga che il tuo gruppo non ne vuole sapere, ma in tal caso non è a me che lo devi dire: chiarisciti con i tipi de Latlantide o con chi ha scritto quelle note.
    Personalmente non vedo gli anni 70 se non come il decennio precedente a quello in cui sono nato io: nessun miracolo mancato, nessuna utopia, in ogni caso niente che mi appartenga, io guardo al giorno d'oggi e allo sforzo che ho dovuto fare per arrivare all'ultima traccia di questo disco.
    Onestamente non ho, al momento, la possibilità di riascoltare il vostro brano e il fatto che non me ne ricordi per nulla dovrebbe bastare a far pensare, in ogni caso ti devo contraddire: forse non hai capito la recensione, ma non c'è NULLA che possa spaventare in questa musica, per nessun motivo, che sia la presenza o l'assenza di un supporto ideologico.
    Mi sa, infine, che tendi un po' a sopravvalutare il tuo progetto e ti assicuro che noi addetti ai lavori (si fa per dire) riusciamo ancora a trovare qualcuno da lodare e senza nemmeno andare tanto lontano: penso, per esempio, a Elio e le Storie Tese, da sempre etichettati come "demenziali", da sempre considerati dei capostipiti, ma assolutamente lontani anni luce da qualsiasi gruppo presente in questa antologia, loro si grandi, loro si geniali.
    ora mi sono rotto io.
    ciao.

  • uominisex 15 anni Rispondi

    Caro recensore, ho letto il tuo sfogo pre elettorale e condivido la meta' delle cazzate che ho letto. L'altra meta', quella riferita alla musica ovviamente, non la condivido per nulla.

    Io non so cosa intendi tu per musica demenziale, noi (Uomini Sessuali), non vogliamo far ridere nessuno, non siamo ne giullari ne cabarettisti. La nostra musica non ha regole politiche, non vogliamo destabilizzare nessun sistema e tantomeno spaventare le coscienze perbeniste e puritane.

    Forse e' proprio la mancanza di questo supporto ideologico che spaventa di piu', ma non i governi o i puritani, ma voi addetti ai lavori che non avete piu' nessuno da lodare. Qualcuno a cui attribuire i vostri aggettivi preferiti, I GRANDI Skiantos, I GENIALI Squallor.

    Noi (Uomini Sessuali) rappresentiamo la parte peggiore delle coscienze di chi ci ascolta. Il Provincialismo Reale.

    Forse sarebbe meglio che dicessimo: Il nemico e' il sistema vecchio e corrotto a cui contrapporre la protesta di noi giovani musicisti incazzati, che con la forza della musica e dell'amicizia, getteremo le basi per la nuova societa', libera ed indippendente.
    Tutte Cazzate.

    Ma purtroppo questo e' quanto ho letto tra le righe della tua recensione. A questo punto il nemico diventa questa mentalita' che vede gli anni 70 come il miracolo mancato, a cui aggrapparsi con forza per non perdere il barlume della ragione. Noi l'abbiamo gia perso e sinceramente non lo vogliamo neanche ritrovare.

    Ora mi sono rotto i coglioni di scrivere, attendiamo risposta e commenti.
    Grazie
    buonanotte

    www.uominisessuali.it
    uominisessuali@vallemarina.net

  • bottlebaky 15 anni Rispondi

    e purtroppo le "fecce tricolori" intanto si sono sciolte!