29/01/2007

Avevo conosciuto Paolo Saporiti pochi mesi fa, quando era alle prese con le sue tenebrose esecuzioni solitarie di voce e chitarra nel suo esordio con l’etichetta Cane Bagnato (anch’essa all’esordio). Il talento c’era, le buone canzoni solo a tratti. Colpa di una certa assenza di autonomia artistica che lo portava a ripercorrere troppo marcatamente i suoi modelli. Si ripresenta ora sotto altra veste, accompagnato da una band al completo, che annovera Christian Alati e Lucio Sagone, membri fondatori dei Cods, passati per molte altre realtà e ora entrambi nei Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo. La sostanza artistica proposta nel suo disco solista “The Restless Fall” non si sposta di molto, viene però approfondita ed ampliata nelle sonorità e nell’emotività. Così, quel folk introspettivo sporcato da istinti grunge, aumenta la sua dimensione rock ed aggiunge piccole vie di fuga verso la sperimentazione di un folk più visionario e meno intimo. Stavolta l’impianto sembra più solido e credibile, nonostante la pesante assenza di spunti originali. La differenza sta nell’intensità della scrittura e nella ricchezza emotiva, che ora assumono uno spessore maggiore, rendendo questo disco più convincente. Le muse ispiratrici di Joseph Arthur e Nick Drake sono ancora presenti, ma vengono affiancate da quelle del Nick Cave più crepuscolare e nervoso, nonché da quelle di Mark Lanegan e della Seattle più scura.

Estremamente attenti al sottile equilibrio tra tensione elettrica e raffinatezza acustica, i Don Quibol compongono ballate eleganti, compatte, attente ai dettagli, colme di malinconia e capaci di suggestive astrazioni melodiche. Il disco raggiunge momenti di grande trasporto, regalando attimi di coinvolgimento e di poesia. Purtroppo difetta in continuità. La grande ispirazione di alcuni passaggi, viene spesso offuscata dalla noia di alcuni cliché fin troppo abusati e strasentiti. Così, se da un lato il sapore anni novanta e l’abilità compositiva attribuiscono al disco un grande fascino, dall’altro manca una rilettura personale ed una componente di attualità. La bilancia è dunque in pareggio, ma non servirebbe molto per farla pendere dal lato dell’entusiasmo.

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