13/08/2006

Stefano Piro era il cantante dei Lythium. Un�esperienza lunga poco pi� del tempo di un soffio, accompagnata dall�uscita di un album (�Amaro�) e da un premio della critica al festival di Sanremo. �Notturno rozz� - dove la parola rozz stata coniata per racchiudere i termini �rock� e �jazz� - riparte da quel lontano 2000, cercando di percorrere quelle stesse atmosfere notturne e disincantate che avevano tracciato le coordinate della vecchia band. Con l�aggiunta di qualche elemento di novit�. Su tutti l�accentuazione, peraltro logica, di una certa indole cantautorale, poi l�ingresso, a volte un po� sfacciato, degli archi. Il resto ha il sapore di vagabondaggi tra bar fumosi aperti fino all�alba e chiacchierate sui massimi sistemi in compagnia di pianisti gonfi di alcool. In mezzo c�� traccia di Paolo Conte con il suo jazz che sa benissimo dove vuole arrivare, e fin quando c�� lui il disco regge. Spesso, per�, sembra di ascoltare non tanto l�evocato rock ma Biagio Antonacci e l�imitazione del suo pop annacquato: colpa di una voce forse un po� troppo ferma su se stessa e di qualche canzone dagli eccessi ruffiani. Che finiscono per provocare inevitabili sbadigli. La conseguenza pi� evidente � che �Notturno rozz� va spesso alla deriva con i suoi toni ridondanti e di maniera, finendo col proporre episodi che non colgono il bersaglio e se ne vanno dritte dritte nel dimenticatoio senza nemmeno passare dal via. Poi � innegabile che al suo interno ci siano cose ottime, (provare per credere un gioiellino come �Pi� tardi�, o l�omaggio alla tradizione argentina di �Lunar tango�), ma alla fine il disco se ne torna in custodia e difficilmente se ne uscir� un�altra volta da l�.

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La recensione Stefano Piro - Recensione - Notturno Rozz di Giuseppe Catani è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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