13/07/2006

Varese come Bristol: gli Ophiuco sembrano giungere proprio dalla patria del trip-hop, dimostrando come, talvolta, l’allontanarsi dalle proprie tradizioni possa produrre risultati encomiabili.

La band lombarda crea un sound traboccante, un insieme di loop, sovra-incisioni, elaborazioni del suono e della voce efficacemente combinati, come ad emulare la costellazione da cui prendono il nome, la tredicesima, che avvolge, in una sorta di abbraccio astronomico, le altre dodici.

Trip-hop, un sound caratterizzato da tracce di Massive Attack e Portishead dunque, anche se gli Ophiuco estendono i loro ascolti ad altri generi, come si può dedurre dalla scelta dei Talking Heads quale band da cui trarre una cover (la quarta traccia "Animals").

Fra gli aspetti singolari dell’album c’è senz’altro la scelta di utilizzare un inglese personalizzato. Lo scopo dichiarato di tale decisione è quello di liberare le parole dalle costrizioni grammaticali, in modo da accrescerne la forza intuitiva. Una comprensione basata principalmente sull’intuizione quindi… e chi lo sa, magari gli Ophiuco hanno individuato una tendenza linguistica reale, o forse il loro è solo un espediente per celare una scarsa conoscenza dell’inglese.

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La recensione Ophiuco - Recensione - Hypno Queue di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

Commenti (42)

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  • malima 17/07/2006 ore 23:52 @malima

    Se ti "loggassi" potrei risponderti privatamente senza occuppare altro spazio.
    La frase, letta per intero, non si riferiva alla qualità delle recensioni, bensì alla capacità di capire se un brano é una "cover" o una versione originale di quel brano. Una versione in cui viene radicalmente modificata una percentuale sostanziosa della parte musicale, come in questo caso. Tutto qui.:?

  • lant 18/07/2006 ore 12:20 @lant

    Carlo, ma che risposte sono? Al prossimo step passi alle mani? [:
    Scherzi a parte, a rispondere così sembri poco obbiettivo e senza argomenti. Sara è stata poco precisa, tutto qua. E correggimi pure se sbaglio: ha parlato di una cover senza spiegare come fosse (i titoli in copertina li possiamo leggere tutti, non ci raccontano come o quanto è stata reinterpretata) e ha messo in dubbio (non si capisce su quale base) il dichiarato intento 'sperimentale' della stesura dei testi, insinuando che fosse una stronzata inventata per nascondere il fatto che non sanno l'inglese. Eccheccazzo, non mi sembra una tragedia! (sì, è vero, malima ne ha fatto una tragedia, ma questa è un'altra storia) A questo punto, o si ammette l'errore, o si dimostra (ho detto dimostra, non sostiene) che non è stato commesso.
    Se invece si prendono posizioni di questo tipo.................
    Vedi tu....

    sciao dal mastino delle lobby

  • enver 27/07/2006 ore 13:41 @enver

    perché, i dischi italiani sono brutti e minori, e quelli inglesi magari belli? ma vai a rane, vai.

  • enver 27/07/2006 ore 21:20 @enver

    questo perché hai dei pregiudizi verso gli artisti o le etichette o i produttori artistici italiani. Sveglia, che da UK non scende niente di buono da quando Carlo Villa ci prendeva ;)

  • malima 28/07/2006 ore 01:51 @malima

    Prendi Salvatores, guardalo bene...sembra olandese...lo dico senza pregiudizi verso i francesi, italiani, svizzeri...
    Gli Zu in un festival indie,
    cs'è e chi è il rock...e i CasinòRoyale, e i Cccp...i Bartòk...Zucchero, TizianoFerro,Megan,AlmaMegretta,Ligabue, e tutti gli alternativi e gli emergenti che si sentono su rockit e altrove...immaginare quei brani con testi in inglese...
    questi confini dovrebbero essere roba vecchia...senza senso.Siamo tutti abitanti del mondo, che importa il luogo, la provenienza e le somiglianze...Qual'è la vera musica italiana?...le tarante, la napoletana?
    a che serve fraintendere volutamente...non si capisce...

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