12/06/2006

Scariche di adrenalina. Potenza controllata. Lampi stoner attraversano il mattino caldo, agitando i pensieri ed esortando il mio piede a portare il tempo. Musica che è forza e trascina e scuote, abilmente eseguita, mescolando Tool, Kyuss, vaghi ricordi di Alice in chains. Sono gli Zippo, band pescarese che si distingue per la capacità evidente di spingere al massimo e creare muri sonori con stile e personalità.

"Ode To Maximum" è un percorso compiuto, e da "Alfa" a "Omega" è un susseguirsi di spunti, diversi, ricchi di colore e gusto. "S.n.a.p.r.s.t." è un vortice di suoni, dura e plasmata dalla voce intensa di Dave, con passaggi quasi psichedelici, e una ripresa in tradizione metal con tanto di urlo liberatorio. "Night Jam" si affaccia piano, come ballata, accennata, se non li conoscessi direi che c’è del romanticismo, ma li conosco, e capisco che è degna intro di "Kid in the desert", un brano tesissimo, suonato in ogni angolo, con Wampraccio che sfoga solido sulla batteria, e riff che si insinuano come rettili nella sabbia. Anche se il mio pezzo preferito è "Tsunami dust", il più rappresentativo è "The elephant march", dove ognuno dà il meglio, Asi sottolinea, Sergente sogna, Tonasdovich avvolge, e c’è dolcezza, rabbia, passione e occhi socchiusi e denti stretti.

Un buon lavoro, un bel carattere e, cosa che non guasta, una travolgente simpatia. Se vi capita, andate a vederli suonare dal vivo, sono energia.

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La recensione Zippo - Recensione - Ode To Maximum di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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