30/06/2006

Come attraversare una scossa elettrica con un cocktail nella mano, e osservare il verde delle luci che si accendono e si spengono con ritmo; muovere la testa e i capelli e i piedi, e scoprirti seduto una mattina mentre ascolti i No Seduction. E i pezzi scorrono lisci proiettando suoni garage asciutti e ruvidi, pietre, denti strettissimi, batteria new wave ( mi accorgo che il batterista dei Joy Division ha creato tempi universali e ricorrenti) mentre la chitarra gioca pazza col basso leggero, e il resto è voce, ovunque, liquida negli angoli di ogni brano, forte, velocità e attrito.

"Memoires of an irresistible masochist" e "The little song of yes and no", registrate dal vivo, sono sicuramente la parte migliore del cd, tirate e calde, la prima con batteria ipnotica e linea vocale come lama di rasoio in un crescendo sapido di toni soffusi, l’altra energica e con basso in evidenza, un pieno di carboidrati. E così, ecco un lavoro che ripesca Iggy Pop secco secco e un po’ noise e un po’ postwave e un po’ batteriajoydivision. Semplice e incisivo. No Seduction per viaggi brevi in auto il venerdì sera. Meglio d’estate. Allegramente.

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La recensione No Seduction - Recensione - s/t di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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